Hanno ammazzato la Marinin di Nadia Morbelli – Giunti 2012, recensione di Daniela Domenici

piatto-cop-marinin-low-HIGDEEQ2

La città della Lanterna deve avere davvero qualcosa di speciale per sfornare così tante scrittrici sia gialliste che non, nell’ultimo periodo ne ho “incontrate” librariamente un numero tanto rilevante che mi sorge questo legittimo dubbio…

L’ultima, ma solo in ordine cronologico, è Nadia Morbelli che mi ha “chiamata” dagli scaffali dei thrillers, sempre nella mia biblioteca preferita, la quale, leggo nella biografia, è, naturalmente, di Genova, è laureata in paleografia specializzandosi nello studio dei manoscritti umanistici e lavora come redattrice in una piccola casa editrice.

La sua opera che ho divorato con immenso piacere è “Hanno ammazzato la Marinin che non è soltanto un giallo ma è, soprattutto, un romanzo intriso, inzuppato di “genovesità” che “mette magnificamente in scena i tic e i vizi della provincia italiana”.

Deliziosamente ironico, soprattutto nei dialoghi perfetti, gustosamente appetitoso nei momenti in cui la protagonista, che si chiama Nadia come l’autrice, si trova a tavola sia con il vicequestore Prini, che si occupa del caso, sia con le amiche che con i familiari e dove le vengono le idee migliori per risolvere il caso della morte della signora Marinin: è un simpaticissimo rincorrersi di ricette e idee che portano Nadia a scoprire altarini che non dovrebbe, a svelare scheletri nell’armadio che è meglio lasciare nascosti e a tornare “all’ovile” soprattutto a livello amoroso ma non solo.

L’amore per la “sua” Genova e per i dintorni che vanno fin verso il Basso Piemonte (da cui parte della sua famiglia proviene) ci regala splendide descrizioni paesaggistiche che ci fanno visualizzare i luoghi in cui si snoda la sua storia.

Brava Nadia Morbelli, un’altra amante, come la sottoscritta, delle biblioteche, come dichiara nella sua biografia: non vedo l’ora di leggere le prossime avventure di Nadia, detective sui generis.

Annunci