“Più tic e meno tabù: così si invecchia meglio” di Antonella Cristofani, recensione di Daniela Domenici

più tic e meno tabù

La forma del racconto, breve o lungo, le si addice alla perfezione, le calza a pennello: ancora una volta Antonella Cristofani, scrittrice romana della quale ho già avuto modo di leggere, apprezzare e recensire varie altre opere, ha fatto centro.

https://danielaedintorni.com/2013/12/01/tramezzini-senza-deborah-di-antonella-cristofani-recensione-di-daniela-domenici/

Il suo “Più tic e meno tabù: così si invecchia meglio” è una raccolta di 16 racconti di varia lunghezza che hanno come denominatore comune, come fil rouge, sempre una figura femminile, in molte delle quali si rispecchia l’autrice, alle prese con amiche, amanti e mariti nelle situazioni più paradossali ma anche più banalmente quotidiane.

Antonella Cristofani, ancora una volta, colpisce innanzitutto, e questo è il primo valore aggiunto, così raro al giorno d’oggi, per la straordinaria varietà del vocabolario da lei usato nelle sedici storie, una ricchezza che attrae e arricchisce.

La seconda cifra distintiva dei racconti di Antonella è la deliziosa ironia con cui ricama tutte le sue storie anche quando l’argomento è tutt’altro che divertente, lei ci riesce in modo davvero perfetto.

Non saprei proprio quale racconto scegliere, ognuno a modo suo mi ha avvinto e convinto, qualcuno mi ha commosso più degli altri a cominciare da “Patto prenatale”, il mio preferito, a “Carambola” a “Surabaja Johnny” oppure il primo della raccolta “Anche ai sentimenti vengono le rughe” e i due di Cunegonda “Il Papa e Cunegonda” e “Cunegonda non si ferma!”…come vedete non so proprio operare una scelta, vanno letti tutti e assaporati uno a uno magari davanti a un tè o durante una partita di bridge, come le donne della copertina…vi lasceranno un sorriso nel cuore perché…con più tic e meno tabù… s’invecchia meglio, parola di Antonella!

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