“Dopo ogni abbandono” di Brunella Schisa, recensione di Daniela Domenici

dopo ogni abbandono

Solo nove giorni fa ho recensito l’opera più recente di Brunella Schisa “La scelta di Giulia” e sull’onda delle splendide emozioni che mi ha procurato ho voluto leggere i suoi libri precedenti, in una sorta di excursus a ritroso, e oggi eccomi qui a recensire il suo precedente, “Dopo ogni abbandono, del 2009.

Ancora una volta Brunella ha fatto centro riuscendo a creare una storia su un personaggio realmente esistito sulla quale si è ampiamente e dettagliatamente documentata: Evelina Cattermole alias Contessa Lara, una personalità affascinante, una donna fuori dal comune vissuta alla fine del diciannovesimo secolo, ferita poi a morte dal suo giovane amante la sera del 30 novembre 1896.

Brunella Schisa s’impersona, con rara bravura, in un personaggio maschile, Fabrizio, il medico che la soccorse per primo quella sera e attraverso di lui dà vita “a questa donna bella e affascinante, tradita forse dagli uomini, forse da se stessa” restituendo “con sapienza l’immagine che Evelina volle dare di sé ma anche quello che in lei videro le donne e gli uomini del suo tempo con tutte le passioni e le invidie che scatenò”.

Assolutamente superlativo l’uso dei dialoghi, soprattutto nei capitoli dedicati al processo, arricchiti dall’inserimento di lettere e da descrizioni, sia fisiche che psicologiche, che danno maggiore spessore a ogni protagonista della storia. E bravissima la Schisa nel ricostruire la Roma di quegli anni come se davvero fosse stata presente alla vicenda narrata.

Chi è stata davvero Evelina Cattermole? “Per alcuni una donna libera e indipendente nel lavoro come nell’amore, una paladina dell’emancipazione e della libertà femminile; per altri era solo una donnaccia, poco più di una prostituta, che metteva in pericolo i buoni costumi della società” solo perché era riuscita ad affermarsi come giornalista e scrittrice in una società dominata dagli uomini grazie anche allo pseudonimo “contessa Lara”.

E Brunella Schisa, come ciliegina sulla torta, nelle pagine finali ci riserva un colpo di scena che, naturalmente, non vi rivelerò, assolutamente inaspettato e spiazzante, che colora di nuova luce la storia di questa donna che, dopo ogni abbandono, riuscì a rialzarsi sempre e a ricominciare reinventandosi fino a quella fatale sera di novembre.