“Bussole in cerca di sorrisi perduti” di Albert Espinosa, recensione di Daniela Domenici

bussole

Quando il titolo è così poetico che ti fa già sorridere ti puoi aspettare soltanto un libro magico e infatti “Bussole in cerca di sorrisi perduti” è una specie di fiaba moderna di Albert Espinosa, un autore che fino a oggi non conoscevo e di cui spero di leggere altre opere. Leggo nella sua biografia che è nato a Barcellona nel 1973 e che, nonostante la laurea in ingegneria chimica, è uno dei più importanti registi e drammaturghi spagnoli oltre che scrittore di libri,un auore cult in patria e all’estero.

Questo romanzo “che prosegue il mondo espinosiano e mantiene quella leggerezza prosaica intrisa di lezioni di vita” come scrive, in quarta di copertina, “El Pais”, ha una caratteristica “speciale” che mi stata fatta notare da mia figlia, vorace, appassionata e attenta lettrice: in tutto il libro non c’è neanche un nome proprio, i tanti personaggi sono citati sempre e soltanto con i ruoli che hanno, o hanno avuto, nella vita del protagonista, ci sono solo due soprannomi; mi è sembrato un escamotage assolutamente originale che nulla toglie alla storia ma che anzi, secondo il mio personalissimo parere, la rende ancora più poetica e fiabesca.

E’ una storia emozionante per scoprire cosa c’è di nascosto in ognuno di noi perché “siamo circondati dalle menzogne ed è importantissimo sapere che esiste un arcipelago di persone che ti dirà sempre la verità…è una cosa che non ha prezzo. Ti fa sentire forte, invincibile. Perché la verità muove universi interi, ti rende felice…”: il protagonista lo scoprirà sulla sua pelle tornando nel luogo da cui era partito che fa riaffiorare un passato che credeva dimenticato ma che dovrà rivivere per affrontare il futuro e riabbracciare, finalmente, la vita, il mondo e l’amore.