“La stessa cosa fluente”, silloge poetica di Beatrice Bausi Busi, recensione di Daniela Domenici

 la stessa cosa fluente

“…E l’oggi e l’ieri/sono la stessa cosa fluente/pezza di stoffa vellutata/ che non cessa mai di srotolarsi…”: Beatrice ci svela subito, nella prima lirica di questa sua silloge, la motivazione del titolo; è una raccolta di quarantacinque poesie, di varia lunghezza, che già dal colore scelto per il carattere di stampa, il blu, e la modalità d’impaginazione con alcuni versi “liberi” di non essere in colonna con gli altri ci danno già cifra distintiva della sua vera essenza.

E poi la dedica iniziale che copio integralmente: “al Visibile e all’Invisibile, a tutto ciò che è vivente e a quello che, per certi, non lo è più con infinito amore e gratitudine”: queste ultime due parole sono uno dei fil rouge delle liriche di questa raccolta, amore e gratitudine infinita che porta all’’empatia, concetto-chiave che ritroviamo espresso in più di una poesia come in questa: “conosco il soffrire della gente/dai vicini/ allo sconosciuto in cui l’empatia mi scaraventa/senza che possa oppormi/ n’abbia la forza/o semplicemente/riesca a prenderne distanza…perché la vita vuol dire “collegamento…”  o in un’altra: “assorbire vite in te camminando…assorbire come muschio…assorbire d’istinto, non per scelta…” e che mi trova pienamente consonante.

Altro concetto importante quello della reincarnazione che l’autrice della bella prefazione, Ilaria Minghetti, così descrive: “…la vita, fatta di agire e di sentire, di materialità e di spiritualità, comunque di esperienza, è il mondo “indagato” dall’autrice  con una mente disposta ad accettare qualunque scoperta, con un cuore aperto a qualsiasi riposta, talvolta con la sensazione che la scoperta sia un riaffiorare nella memoria…”; ed ecco alcuni versi di Beatrice: “nella svagatezza dolce che par trance leggera/d’un momento improvviso fra mondi differenti/connessioni s’agganciano in silenzio…” o ancora: “senso/ di non avere sensazioni attuali/ma come un brontolio dentro/un tuono ovattato/che non impaurisce nessuno…” o anche: “mi riprende la sensazione del mistero/che tutto avviluppa…mi riprende quell’insieme/d’associazioni lente o rapidissime/con versi letti millenni prima/frasi udite pronunciare chissà quando…”

Sarebbero ancora tanti gli input che l’autrice ci regala; uno di questi è l’amore per i viaggi e traggo ancora dalla prefazione: “…(la poesia di Beatrice) è un dialogo dove tutto trova posto come accade tra due compagni di viaggio che tutto spartiscono per meglio affrontare le difficoltà del cammino. Proprio il viaggio è un soggetto sottolineato in questa raccolta di poesie…”: e allora lasciamoci ammaliare dalla musicalità dei versi di Beatrice pieni di assonanze, allitterazioni, ossimori e neologismi per iniziare un viaggio insieme a lei.

 

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