“Io no! … o forse si” di David Larochelle, recensione di Bert D’Arragon

io no

è un romanzo pluripremiato di David Larochelle (a discapito del nome dall’assonanza francese si tratta di un giovane scrittore americano) che racconta il travagliato coming-out di Steven DeNarski, liceale della più perduta provincia statunitense che, suo malgrado, si scopre essere gay.
Certamente il lettore italiano al pensiero di un “travagliato coming-out” pensa subito a tragedie famigliari, doppia vita notturna, preti svenuti e botti dal primo bullo omofobo che capita. Niente di più sbagliato! Steven scopre che molti dei suoi conoscenti avevano capito la verità ben prima di lui (d’altronde anche a casa nostra nessuno si è meravigliato più di tanto, ad esempio, del fatidico annuncio di Tiziano Ferro..)! E non solo: chi fino a ieri lo scocciava proponendo improbabili fidanzate, dopo il primo momento di sorpresa lo tartassa proponendogli altrettanti inadatti fidanzati o lo sperona addirittura di creare un’associazioni per i diritti lgbt!
Di fronte a tanta divertente leggerezza sul tema “omosessualità” verrebbe da dire: beati coloro che vivono in America! Vero… negli Stati Uniti ci sono ben 29 Stati dove politici e governatori sfilano nei gay pride, dove il matrimonio omosessuale è legge di Stato, dove persone omosessuali ormai devono affrontare solo gli stessi problemi di tutti i cittadini invece di doverli sommare al fatto di essere cittadini di serie “B” (come purtroppo succede in Italia) dove si continua -uno degli ultimi paesi in Europa! – a negare il riconoscimento di unioni e affetti che non siano conformi a paventate regole “naturali”, “tradizionali” o “volute da Dio”.
Però uno attimo: 20 Stati? E gli altri 21? In verità anche in America gay, lesbiche e trans non hanno certo avuto libertà e diritti come regalo sul piatto d’argento, anche loro sono passati da lotte, da situazioni difficili e – soprattutto – dal coraggio di metterci la faccia e continuano ancora oggi a farlo per essere quel che sono e per essere riconosciuti come tali, perché di certo l’orientamento sessuale non può essere abusato e strumentalizzato per discriminare o disconoscere i diritti individuali e collettivi!
Quindi il romanzo di Larochelle, tradotto con divertente leggerezza da Antonio Soggia, è un invito di armarsi di ottimismo e ironia e di vivere la propria vita con orgoglio… e un sorriso sulle labbra!
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La trama
Steven ha 16 anni e un terribile segreto: balla la square-dance insieme alla madre.
Ma non è tutto: il vero problema è che ballare la square-dance gli piace.
Fino ad ora questo non gli ha causato troppi problemi, ma quando a scuola arriva il professor Bowman, il nuovo e affascinante supplente, Steven inizia ad avere qualche dubbio sul proprio orientamento sessuale…
È vero, forse la collezione di Superman e le riviste di intimo maschile avrebbero dovuto insospettirlo, ma non basteranno certo dei banali cliché per rispondere a quesiti tanto profondi.
E così Steven prova a documentarsi scientificamente, cercando di acquistare di nascosto Playboy, prendendo dalla biblioteca datati libri di pedagogia e iniziando a uscire con le ragazze, visto che non ne ha mai baciata una. In tante accettano il suo invito, perfino la più carina della scuola, ma quando un appuntamento più “serio” degli altri lo mette in difficoltà, Steven non può più nascondere a sé stesso di essere gay.
Inizia così a cercare intorno a sé qualcuno con cui parlare, che lo aiuti ad affrontare e rivelare questa realtà, magari non proprio inaspettata ma sicuramente nuova.

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