“Decidere di morire a 14 anni”, riflessione di Daniela Domenici

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È dall’altro ieri, da quando è apparsa online la tragica notizia che un ragazzo di 14 anni invece di andare a scuola si è lanciato dal quarto piano della casa in cui abitava ad Augusta, la città in cui ho vissuto per 26 anni, ed è morto sul colpo che mi chiedo come madre e come docente, cosa possa averlo spinto a un gesto così drammatico e definitivo, quale e quanta disperazione avesse in cuore ma, soprattutto, quanta responsabilità abbiamo noi adulti nel non ascoltare questi nostri adolescenti, nel non percepire e capire i loro silenzi, nel non dare attenzione a piccoli segnali che ci mandano in tanti modi diversi.

Come qualcuna/o di voi sa sono docente di sostegno, per scelta, tre anni nelle scuole medie; in questo periodo ho potuto toccare con mano quanta strada ci sia ancora da fare per entrare dentro il cuore di queste ragazze e ragazzi che sono in una fase delicatissima perché non sono più bambine e bambini delle elementari e non sono ancora adolescenti e vivono disagi di vario genere: può essere bullismo, omofobia o xenofobia o, molto più semplicemente, non essere preso in considerazione dai compagni e compagne o dai/le docenti.

Incommensurabile il dolore dei genitori di questo ragazzo che abbraccio virtualmente sperando che la sua morte possa servire da monito per aiutarci a migliorare il nostro rapporto, da genitori e da docenti, con loro.

 

 

 

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