Cristeta Comerford, la prima donna chef executive della Casa Bianca, di Nina M. Flores, da me tradotto e rielaborato

 comerford

Oggigiorno non è un segreto che le cucine professionali sono inondate di machismo. Dalle vivide scene descritte in “Kitchen Confidential” di Anthony Bourdain fino alle buffonate esagerate degli chef su “Food Network” la professione culinaria dominata dagli uomini è tristemente famosa per sciovinismo.

Gli animi si sono scaldati l’anno scorso quando Tom Kerridge, una personalità televisiva del cibo della BBC con due stelle Michelin sul suo nome, ha suggerito che le donne semplicemente non erano tagliate per le pressioni del lavorare in una cucina professionale.

Secondo un’analisi di Bloomberg le donne “occupano soltanto il 6,3%, 10 su 160 posizioni di “head chef” in 15 gruppi di ristorazione americani importanti”.

Una funzione interattiva del 2013 sul sito della rivista Time ha elencato 50 chefs da tutto il globo lodandoli per la loro innovazione e creatività e chiamandoli parte delle “catene intellettuali dei ristoranti intorno al mondo”. Un’altra cosa che avevano in comeune? Ogni chef della lista era un uomo.

Le esperienze vissute quotidianamente di molte donne che operano sul campo rivelano che la cucina è un reame di ostilità basata sul genere. Le donne chef riferiscono di molestie sessuali di ruotine, abusi verbali, sessismo ed essere scavalcati nelle promozioni.

Per alcune donne la risposta è stata semplicemente di aprire il proprio ristorante, quasi letteralmente una cucina di proprietà. Altre lasciano l’industria. Comunque questa realtà sembra in forte contrasto con la cucina professionale alla Casa Bianca dove una donna ha “presidiato” la cucina negli scorsi 10 anni.

Cristeta “Cris” Comerford ha trascorso la passata decade facendo la storia culinaria come executive chef alla Casa Bianca.

E’ la prima donna, la prima persona di origine asiatica, la prima filippina e la prima persona di colore a essere al timone della “First Kitchen”.

Comerford è cresciuta a Manila, ha studiato tecnologia all’università delle Filippine ed è immigrata negli Stati Uniti quando aveva 23 anni. Ha lavorato come chef in varie grandi catene di hotel prima di essere assunta a lavorare alla Casa Bianca nel 1995.

Interessante sebbene forse non sorprendente è il compito della First Lady di nominare la executive chef della Casa Bianca. Laura Bush la nominò nel 2005. Dopo che la famiglia si è insediata Michelle l’ha rinominata.

Le responsabilità della chef Comerford vanno dal prendersi cura della First Family al progettare ed eseguire I menu per le cene di stato, i ricevimenti ufficiali e gli eventi sociali. La posizione le permette anche di entrare nella società gastronomica d’elite chiamata “Le Club des Chefs des Chefs. L’unico requisito per entrarci? Devi essere la/lo chef personale o esecutivo di un capo di Stato.

Le discussioni sull’equilibrio lavoro-famiglia sono certamente vere per chefs professionali che lavorano sette giorni su sette dalle 10 alle 14 ore al giorno.

Per Comerford che è anche una mamma lavoratrice l’equilibrio appare provenire in parte da un “supportive partner”, anche lui uno chef.

Alcuni aspetti dell’esperienza di Comerford possono essere unici alla Casa Bianca; comunque la sua posizione di potere in cucina non dovrebbe essere unica.

Da parte sua la Casa Bianca continua a sostenere le donne nei ruoli culinari di leadership: a novembre Susie Morrisono è stata nominata prima donna pasticcera chef executive.

http://msmagazine.com/blog/2015/03/23/cristeta-comerford-the-white-houses-first-woman-executive-chef/