Jacobine Camilla Collett, prima donna sulle banconote norvegesi e prima femminista della Norvegia, da me tradotto e rielaborato

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Jacobine Camilla Collett, nata nel 1813 e morta nel 1895, è stata una scrittrice norvegese, spesso definita la prima femminista della Norvegia. Era anche la sorella più giovane del poeta Henrik Wergeland ed è stata riconosciuta come una delle prime che abbiano contribuito al realismo nella letteratura norvegese.

Camilla nacque a Kristiansand; era la figlia di Nicolai Wergeland, un celebre teologo, politico e compositore dei suoi tempi e di Alette Thaulow. Quando Camilla aveva quattro anni la famiglia si spostò a Eidsvoll dove suo padre era stato nominato parroco.

Camilla crebbe in una famiglia letteraria e divenne una giovane diarista in parte perché trovava dura la vita a Eidsvoll. Completò gli studi a Christiansfeld in Danimarca.

Durante una visita a Kristiania incontrò il poeta Johan Sebastian Welhaven, che era anche la nemesi letteraria di suo fratello Henrik, e se ne innamorò. Le relazioni tra i tre furono complicate e nel tempo divennero leggendarie nel romanticismo norvegese. Sembra che Camilla avesse qualche risentimento verso suo padre e suo fratello per la loro opposizione alla sua relazione con Welhaven. Ebbe anche alcuni problemi di salute e nell’estate del 1834 suo padre la portò a Parisi per guarire e rinforzarsi.

Comunque la sua relazione con Welhaven finì e nel 1841 si sposò con Peter Jonas Collett, un importante politico, critico letterario e membro dell’Intelligenspartiet, il partito dell’intelligenza. Fu un matrimonio d’amore, Collett fu un marito che la sostenne e la comprese e con il quale Camilla poteva discutere qualunque argomento. Iniziò a scrivere e a pubblicare dopo il matrimonio.

La sua opera più famosa è il suo unico romanzo “Amtmandens Døtre”, le figlie del governatore del distretto, che fu pubblicata in forma anonima in due parti separate nel 1854 e 1855. Il libro è considerato uno dei primi romanzi di realismo politico e sociale in Norvegia e tratta della difficoltà di essere una donna in una società patriarcale in generale e dei matrimoni combinati nello specifico. Dopo questo libro scrisse poca fiction ma continuò a scrivere saggi, polemiche e le sue memorie.

I suoi modelli letterari includevano scrittrici come Rahel Varnhagen e George Sand così come Edward Bulwer Lytton e Theodor Mundt. Il suo stile rappresentò un cambiamento rispetto ai suoi contemporanei poiché preferiva un tono più naturale e casuale.

Nel 1851, dopo solo dieci anni di matrimonio, Collett morì improvvisamente e Camilla dovette crescere da sola i suoi quattro figli ancora piccoli. Fu costretta a vendere la loro casa e non riuscì mai più a comprane un’altra. I suoi tre figli più grandi furono mandati dai parenti per farli crescere.

Lottò contro i suoi problemi finanziari per il resto della sua vita.

Morì a Kristiania nel 1895.

La sua opera venne citata dai contemporanei come quella di Henrik Ibsen.

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