Josefa Llanes Escoda, prima donna sulle banconote filippine, da me tradotto e rielaborato

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Josefa Llanes Escoda, nata nel 1898 e morta nel 1945, è stata una leader spirituale degli “undergrounds” durante la seconda guerra mondiale nelle Filippine, una nota avvocata per i diritti delle donne al suffragio e la fondatrice delle “girl scouts” nelle Filippine.

Josefa nacque a Dingras, Ilocos Norte. Era la più grande di sette figli. Per proseguire gli studi andò a Manila per diventare docente, titolo che conseguì con lode nel 1919. Mentre lavorava come insegnante prese l’abilitazione per le superiori nel 1922.

Dopo aver ottenuto il certificato di docente divenne una “social worker” per la sede filippina della Croce Rossa americana (le Filippine erano una colonia americana in quel tempo).la Croce Rossa le dette una borsa di studio per gli Stati Uniti dove ottenne una laurea magistrale in Sociologia.

Durante il suo primo viaggio negli USA incontrò Antonio Escoda, un reporter del Philippine Press Bureau, che più tardi sposò e da cui ebbe due figli. Ci tornò nel 1933 per frequentare un corso in “girl scouting” sponsorizzato dai Boy Scouts filippini. In seguito tornò nel suo Paese per istruire le giovani donne a diventare “girl scout leaders” e poi organizzò le “girl scouts” delle Filippine; nel 1940 il presidente della Repubblica firmò la nascita ufficiale del gruppo di cui Josefa divenne la “national executive”.

Durante la seconda guerra mondiale le forze giapponesi invasero le Filippine. Nel 1944 si diffusero le notizie sulle attività sotterranee di Josefa e di suo marito. Mentre l’occupazione giapponese si ampliava loro avevano intensificato le loro attività “di contrabbando” di mandare medicine, vestiario, messaggi e alimenti sia ai prigionieri di guerra filippini che agli internati americani nei campi di concentramento.

Il marito di Josefa fu arrestato nel giugno 1944 e anche lei lo fu due mesi più tardi, fu imprigionata a Fort Santiago nella stessa prigione di suo marito che fu ucciso insieme al generale Vicente Lim, imprigionato con lui.

Il 6 gennaio 1945 Josefa fu presa e tenuta in uno degli edifici della Far Eastern University occupata dai giapponesi. È stata l’ultima volta che fu vista viva ma gravemente ferita e debole e fu trasferita dentro un Japanese Transport Truck. Si pensa che sia stata uccisa e sepolta in una tomba senza nome o nel La Loma Cemetery o nel Manila Chinese Cemetery.

Le sono stati dedicati una strada, un edificio e un monumento ed è anche ritratta sulla banconota da 1000 pesos come una delle tre filippine martirizzate dalle forze armate giapponesi.

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