“Assassinio à la carte” di Caroline Mickelson, traduzione di Alessandra Lorenzoni, recensione di Daniela Domenici

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Ho avuto il piacere di “conoscere” virtualmente Caroline Mickelson per la prima volta esattamente un mese fa quando mi è capitato di leggere la sua deliziosa fiaba moderna che ho recensito

https://danielaedintorni.com/2015/05/24/una-sirenetta-in-carriera-di-caroline-mickelson-traduzione-di-valentina-impellizzeri-recensione-di-daniela-domenici/

Questa volta Caroline si cimenta con un thriller corposo davvero coinvolgente e appassionante che ha ambientato nel 1946 dopo la Seconda Guerra Mondiale a Little Italy , la comunità italo-americana di New York, perché l’autrice dedica questa sua opera “con tanto amore alla memoria di suo nonno Raymond J. Minchella, figlio di immigranti italiani, devoto alla famiglia, orgoglioso di essere americano ed estremamente gentile”. E tutti i protagonisti, perfettamente caratterizzati grazie all’uso di dialoghi dal ritmo scoppiettante, eccetto il capitano McIntyre, a cui è affidata l’inchiesta e che è irlandese, sono di origine italo-americana cominciando dalla formidabile Sophie Mancini, cuore di tutta la storia, che s’improvvisa detective e riesce a dipanare la matassa ingarbugliata dell’omicidio di Vincenzo, proprietario di un ristorante, e di tre tentati omicidi grazie al suo fiuto ma soprattutto alla sua caparbietà, sempre circondata dall’affetto e dal calore della comunità, riuscendo così ad assicurare alla giustizia i due colpevoli.

Ottima la traduzione di Alessandra Lorenzoni che rende il libro talmente scorrevole, nonostante gli intrecci dovuti alla trama immaginata da Caroline, che si legge tutto d’un fiato.