“Alla scoperta dell’invisibile” di Loredana De Vita, Nulla die edizioni, recensione di Daniela Domenici

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“…oltre quello che appare e quello che è appena percepibile sotto la superficie…c’è un mondo, tutto il mondo degli adolescenti…un mondo di fragilità, paura, difesa, limiti, dissenso…ma nascosta tra le tante paure c’è anche qualcosa…che aspetta solo di potersi esprimere: la speranza…è proprio la speranza…che bisogna far emergere, quella cui dare maggiore spazio e voce…”: ecco in queste parole del primo capitolo del nuovo saggio di Loredana De Vita, scrittrice napoletana ma, soprattutto, docente appassionata e innamorata sia della propria professione che dei propri discenti, c’è in nuce tutta la tematica che approfondirà affrontando anche argomenti non frequenti come la sessualità, il cutting, il cyber bullism, il ruolo dei media e tanto altro ancora.

Per darvi un’idea della bellezza di questo nuovo saggio di De Vita estrapolerò alcuni paragrafi tratti da vari capitoli iniziando dal significato che ha per lei il verbo “educare” che volutamente scrive “edu-care”: “avere cura della formazione, significa cercare risorse di comunicazione che passino attraverso la resilienza e l’ascolto, l’abbandono e la scoperta, il pianto e il sorriso, la solitudine e l’isolamento, il dialogo e il confronto. L’educazione come formazione prevede sempre una possibilità…la scoperta di un altro che ci ascolti e che ascoltiamo, che ci segue e che seguiamo, che ci ami e che amiamo.”.

E ora un brano tratto dal bellissimo capitolo sulla sessualità e gli adolescenti “…la sessualità si trasforma in puro atto fisico e in questo modo perde l’essenzialità della scoperta di sé e dell’altro che è alla base anche dell’amore fisico…la sessualità è un mettere alla prova non solo i propri attributi ma le proprie emozioni, quelle che a ogni costo vogliamo nascondere per non rivelare la nostra nudità che è la nostra fragilità…”

Un’ultima citazione dal capitolo, immaginate quanto doloroso, sul “cutting, purtroppo così diffuso tra gli e le adolescenti “…quei solchi, quei tagli sono l’urlo muto contro una realtà che non ascolta; il dolore sordo di non sente neanche più se stesso, il vicolo cieco nel quale seppellire la speranza e il desiderio per una vita che sarebbe possibile se ci tuffassimo nel bene, se nuotassimo nell’accoglienza, se ci asciugassimo al calore dell’amore che cresce e cambia e che ci cambia…”.

Concludo con le parole di De Vita che commuovono profondamente “…agli adulti vorrei solo ricordare…che un figlio non è un diritto ma una persona e la libertà della persona è un valore e un principio insieme e non deve essere annichilita. A noi tutti insieme, giovani e adulti, il compito di riscrivere la grammatica delle relazioni nel loro complesso e nella loro specificità, oltre il visibile e oltre l’invisibile”: grazie, Loredana, ancora una volta per averci regalato queste tue riflessioni.

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