I miei libri e il carcere, di Daniela Domenici

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Dopo aver donato, lo scorso luglio, una novantina dei miei libri alla biblioteca comunale di Augusta, città in cui ho vissuto dal 1981 al 2011 e nel cui carcere ho fatto la volontaria per due anni fino al 2010, ho deciso di cambiare la destinazione delle mie donazioni.

Da quando insegno inglese nel carcere di Sollicciano ho iniziato a prestare alcuni dei miei tanti libri ai/lla miei/a studenti/essa detenuti/a perché ho potuto constatare che il servizio della biblioteca del carcere non funziona molto bene e che quindi avrei fatto meglio a non donarli alla suddetta ma a prestarli, e forse anche a regalarli, singolarmente a ognuno/a di loro che addirittura ora “osano” farmi richieste specifiche, cosa che mi rende molto felice e che cerco di soddisfare.

Uno di loro mi aveva chiesto “Il ritratto di Dorian Gray” e oggi gliel’ho portato, un altro un romanzo d’amore e l’ho accontentato con Danielle Steel e Maria Venturi, altri due desideravano dei gialli e gliene ho prestati uno di un autore fiorentino e l’altro di un’autrice veneta; all’unica alunna ho dato una raccolta di racconti di un’autrice emiliana.

 

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