Compleanno a colori in carcere, di Daniela Domenici

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Oggi ho festeggiato il mio compleanno andando a insegnare, come tutti i giorni ormai da quattro settimane, in carcere.

Avevo due ore in seconda e prima di andare da loro mi è venuta un’idea e mi sono portata gli “strumenti” per provare ad attuarla.

Dopo aver fatto un po’ d’inglese verso la fine della seconda ora ho proposto loro “che ne dite se provate a creare ognuno un piccolo cartellone, ho portato io i fogli protocollo e i pennarelli, in cui scriverete BUON NATALE e BUON ANNO NUOVO in inglese, in albanese, in rumeno e in arabo, le tre lingue presenti in classe?”

Ho scritto io le due frasi in inglese, naturalmente, alla lavagna, poi ho chiamato l’alunno albanese, quello rumeno e quello marocchino a scriverle nella loro lingua e quindi ognuno ha scelto i pennarelli dei colori che desiderava e ha iniziato a creare un mini poster da appendere poi al muro dell’aula.

Ho chiesto loro quanti anni fossero che non usavano i pennarelli e non disegnavano e vi potete immaginare le risposte. Uno solo di loro non ha avuto voglia di cimentarsi e l’ho lasciato, naturalmente, libero di non farlo, gli altri si sono applicati ed erano intenti come bambini: in quel momento potevi assolutamente dimenticarti che sono detenuti.

Difficile copiare la frase in arabo, ci ho provato anche io; uno di loro, giustamente, mi ha detto “prof, ma dobbiamo metterle anche in italiano…”. Ho voluto farmi ripetere, più di una volta, le varie pronunce e il significato delle frasi cercando di memorizzarle.

La prossima volta porterò lo scotch e le incolleremo al muro: una goccia di colore e di spensieratezza nel grigio della detenzione.