Vladimir Luxuria e la Sirenetta di Andersen a Scandicci, resoconto di Daniela Domenici

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con la sottoscritta

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con lo scrittore Bert D’Arragon e il suo ultimo libro

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Stamattina, nell’ambito della terza rassegna di “Un libro per la vita” organizzata dal giornalista Raffaele Palumbo, dopo Lorella Zanardo e Lucia Poli è stata la volta di Vladimir Luxuria che ha parlato di “La sirenetta”, celebre fiaba di H. C. Andersen.

Prima di raccontarvi l’evento vorrei fare i complimenti a coloro che l’hanno organizzato per aver chiamato sul palco una persona esperta nella LIS, la lingua dei segni, che ha “tradotto” tutto l’intervento di Vladi, un’ora ininterrotta, per le tante persone presenti; per me è stata la prima volta e mi ha molto colpito vedere come questa signora sia riuscita a far partecipare, grazie alla LIS, così tanta parte del pubblico che alla fine ha applaudito come tutti noi, avendo capito tutto quello che è stato detto.

E ora passiamo all’ospite che ha prima parlato della fiaba leggendone anche tanti brani e ci ha poi raccontato perché per lei sia stata, e sia, così importante; Vladi si è soffermata molto sul desiderare di andare “altrove”, sia la sirenetta fuori dal mare per vedere cosa c’è e innamorarsi come una donna che lei nel suo percorso di transizione per riequilibrare la sua anima con il suo corpo, da Foggia a Roma. Si è soffermata sui tanti tipi di “altrove” come quello dei migranti che cercano un altrove dove vivere in pace pur se lontani dalla propria terra.

Da grande affabulatrice qual è Vladi ha fatto ridere e sorridere parlando di se stessa quando andava ancora a scuola e del bullismo che ha dovuto sopportare e di quando è poi diventata onorevole e anche di quando è andata a trovare Berlusconi o dell’episodio dei bagni e di Gardini alla Camera.

Ha anche accennato all’omosessualità di Andersen che si sentiva, forse, in segreto una trans e ha sottolineato come l’elemento comune delle sue fiabe sia il diverso, dalla sirenetta al brutto anatroccolo, e di come il denominatore di tutte sia l’allontanamento del diverso, citando anche Propp.

Ha concluso dicendoci che c’è stato un periodo in cui non era in pace con se stessa, era depressa e con un carattere cattivo, non si piaceva; ora si sente pacificata e in armonia e ha parlato del perdono come base per vivere meglio.

L’auditorium era, ca va sans dire, completamente gremito data la popolarità dell’ospite che si è fermata, alla fine, a firmare i libri e farsi fotografare.