Be’er Sheva in Israele intitola 13 nuove strade a donne, di Paula Jacobs, da me tradotto e rielaborato

La quarta città israeliana per popolazione rende omaggio a un certo numero di figure femminili “trailblazing” includendo numerose donne mizrahi e sefardite.

Considerata una volta una città del Negev sonnolenta e stagnante Be’er Sheva è ora un centro all’avanguardia dell’industria high tech d’Israele e la sede d un’università di classe mondiale. Ora ha fatto un ulteriore passo avanti: 13 strade nel nuovo quartiere Kalaniyot saranno intitolate a donne.

Questa novità segue l’annuncio dello scorso anno della municipalità di Be’er Sheva di mettere in luce i contributi delle donne includendo l’intitolazione di tutte le strade in questa unità residenziale di 1.200 abitanti in onore delle donne.

Ciò che è significativo nell’annuncio più recente è che più dela metà dei nomi nella lista hanno backgrounds mizrahi o sefarditi, elemento notevole specialmente a Be’er Sheva con la sua grande comunità mizrahi.

Le sette donne con radici mizrahi o sefardite sono:

— Dona Gracia Nasi, una celebre filantropa sefardita del 16°

— Aznat Barazani, una studiosa curda che ha vissuto a Mosul tra il 16° e il 17° secolo

— Shoshana Shababo, la prima scrittrice sefardita in Israele

— Bracha Tzfira, una cantante popolare degli anni ’30 del 1900

— Jacqueline Kahanoff, una romanziera, saggista e giornalista israeliana di nascita egiziana

— Rachel Tsabari, la prima donna mizrahi membro della Knesset

— Suzanne Daniel-Natef, una docente, di nascita tunisina, di ebraico ellenistico e di letteratura apocrifa alla Hebrew University

La lista “who’s who” di donne “trailblazing” continua:

— Miriam ben Porat, la prima donna alla Corte Suprema israeliana

— Rosa Ginsburg Ginossar, l’ex responsabile della WIZO (Women’s International Zionist Organization) e la prima donna a laurearsi in giurisprudenza in Israele

— Sara Azaryahu, una delle prime paladine del diritto di voto alle donne

— Ada Geller, la prima donna “auditor” in Israele

— le attiviste politiche Eliza Begin e Paula ben-Gurion, mogli di due ex primi ministri israeliani.

In Israele le strade hanno un enorme significato storico e politico con la lotta per le targhe stradali con nomi di donne che durano da oltre un decennio. A Tel Aviv solo il 2,5% delle strade (nel 2014) sono dedicate a donne.

I semi del cambiamento sono nell’aria. Le targhe stradali riflettono i nostri valori e come scriviamo la storia per la nostra posterità. La piccola città di Be’er Sheva ci dà un esempio.

http://www.tabletmag.com/scroll/226712/booming-beer-sheva-to-name-13-new-streets-after-women

 

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