La valigia incartata, di Silvana Meloni, recensione di Daniela Domenici

 

La Sardegna continua a chiamarmi: dopo averla visitata per la seconda volta quest’anno a luglio ed essermene innamorata ancora di più è quasi una sirena ammaliante grazie alle sue autrici e ai suoi autori.

Nel giro di due mesi ho recensito tre opere, un saggio e due romanzi, di un’autrice e un autore, entrambi cagliaritani, con cui avevo solo un’amicizia virtuale che si è poi magicamente trasformata in reale durante la nostra settimana sarda.

E oggi “torno” virtualmente a Cagliari perché ho appena finito di leggere l’opera di un’altra autrice cagliaritana, Silvana Meloni, un giallo che ho divorato, che ha incontrato il mio gusto e che ha come protagonista un’avvocata, Vera Sulis, una donna combattiva e simpaticissima.

Altro fil rouge tra questo libro e uno dei due romanzi suddetti è che entrambi hanno, in qualche modo, a che fare col carcere di Buoncammino che ho voluto visitare di proposito durante la nostra visita alla scoperta di Cagliari.

Tante, incredibili coincidenze che ho voluto raccontarvi prima di fare i miei più sentiti complimenti a questa scrittrice che ha immaginato una storia “gialla” alquanto intricata nella quale l’avvocata Sulis si trova, suo malgrado, convolta e della quale dovrà dipanare gli intrecci inimmaginabili prima di arrivare a incastrare chi ha commesso i due crimini.

Davvero brava Meloni nel tenere alta l’attenzione di chi legge grazie al ritmo velocissimo dei dialoghi e alle appassionate descrizioni della “sua” Cagliari che mi trovano pienamente concorde dopo che mi ci sono “immersa” per la prima volta.

Ad maiora, Silvana, attendo altre avventure di Vera…

 

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