la promessa, di Loredana De Vita

…quello che preoccupa delle “pro-messe”, cioè del loro essere “messe in avanti, poste in evidenza” è quel non tanto tacito sebbene spesso non espresso “se” -prometto di fare questo e quell’altro “se”… E’ un se equivoco, soprattutto oggi, perché non sempre la promessa dà origine al suo mantenimento… promessa e fedeltà alla promessa, oggi, non sono più intrinsecamente connesse. Anzi, quel sotteso “se” sembra quasi voler scaricare chi fa promesse da qualsiasi responsabilità del fallimento o del non mantenimento della “promessa” fatta.

La promessa non è più un impegno, non vincola più alla responsabilità di realizzarla, ma è merce di scambio “lo faccio se…”. Questo mi suona strano, soprattutto oggi, in epoca di false promesse che nascondono vere menzogne. La promessa dovrebbe essere l’impegno ad agire, comunque, senza il “se”, senza contraccambio. Un impegno serio non è mai merce di scambio, o meglio non dovrebbe. Un impegno serio è lavoro e responsabilità sempre e in ogni caso. Le promesse false (quelle che diventano cifra di vendita e non di mutuo sostegno), sminuiscono il valore della promessa in sé, ne depauperano il senso, rendono possibile tutto e il contrario di tutto nelle parole apparenti con cui ci si riempie la bocca… ma è solo aria…

La “pro-messa”, allora, non è più qualcosa che si vuole mettere in evidenza del proprio pensiero e azione, ma non è altro che una sostituzione, un mettere “al posto di” e non “a favore di”.

La promessa, invece, è azione non discussione, la promessa è costanza, la promessa è idea, la promessa è senso…

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