Tracce – cinque passi in Versilia, dell’associazione culturale Nati per scrivere, recensione di Daniela Domenici

 

Un ebook che, tra i gratuiti di Amazon, mi ha chiamato perché sono figlia di un versiliese doc, un viareggino, e a Viareggio ho trascorso tutte le estati dalle mia infanzia: come potevo non rispondere al suo richiamo?

È una raccolta di cinque racconti di varia lunghezza di quattro autrici e un autore, Alessio Del Debbio, che è il fondatore e l’anima di quest’associazione “Nati per scrivere”; sono assolutamente deliziosi, scritti molto bene, pieni di un amore profondo per questa striscia di terra che è la Versilia e per la sua storia.

Il primo racconto dal titolo “Ago e filo” di Luciana Violante ripercorre, sul filo della memoria, la storia della nonna della protagonista che si è creata, con tanti sacrifici, la professione di sarta, oggi diremmo stilista di moda, a Viareggio: complimenti all’autrice.

Il secondo, che s’intitola “La vera storia di Burlaman”, è di Alessio Del Debbio che è un fantasy pieno di ironia e di amore per la città e il suo dialetto nel quale l’autore immagina chi sia l’antenato della celebre maschera simbolo di Viareggio, il Burlamacco: bravissimo.

Il terzo racconto è “Punto e basta” di Leandra Cazzola che è la delicata storia di un amore mai vissuto, rimasto sul filo dei ricordi dell’adolescenza e costruito sulla corrispondenza epistolare tra i due che ha un “punto e basta” nella magica cornice di piazza dei Miracoli: brava.

Il quarto s’intitola “Il cigno mannaro” di Elena Covani ed è quello forse più intriso di “viaregginità” (perdonatemi il neologismo) nei dialoghi, mi è sembrato di risentire la voce di una sorella di mio padre; anche questo è un po’ fantasy nella creazione di un cigno mannaro nel laghetto dei cigni in pineta che provoca un po’ di scompiglio nella famiglia di villeggianti: bravissima.

E il quinto, dal titolo “Tracce”, è di Maria Pia Michelini e nasce dal ritrovamento sulla spiaggia di un braccialetto, con su scritto un nome femminile, da parte della protagonista che decide fi mettersi alla ricerca della proprietaria; perfetto l’escamotage dell’alternanza tra i due vissuti che si concluderà con…non ve lo dico, lo scoprirete leggendolo: i miei complimenti all’autrice.

Questi cinque racconti sono “racchiusi” tra un prologo iniziale e un epilogo, ottima anche questa idea che dà un’omogeneità al tutto.

Da una figlia di versiliese grazie di vero cuore.

 

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