Intervista a Lazzaro Calcagno, di Daniela Domenici

Ho conosciuto, seppur solo virtualmente, il regista Lazzaro Calcagno in occasione della sua perfetta regia dello splendido spettacolo “8 marzo femminile plurale” lo scorso 19 marzo al Teatro della Corte di Genova che ho recensito https://danielaedintorni.com/2018/03/20/8-marzo-femminile-plurale-al-teatro-della-corte-di-genova-recensione-di-daniela-domenici/

Ho poi avuto il piacere d’incontrarlo de visu nel “suo” teatro “Il Sipario Strappato” ad Arenzano e gli ho rivolto alcune domande.

  • Iniziamo dalla prima edizione del concorso teatrale intitolato a Nena Taffarello che sta per aver luogo in questo tuo teatro. Ci parli di lei?

 

    • Nena Taffarello è stata una donna molto importante per l’associazionismo arenzanese, soprattutto per quanto riguarda l’emancipazione femminile. Anni fa sapendo che mi occupavo di teatro e avendomi visto in diversi spettacoli mi chiese di fare qualcosa per i giovani di Arenzano, di offrire un’alternativa culturale ai bar e alle panchine. Insieme ad altri compagni di viaggio ponemmo le basi per fondare quello che sarebbe diventato Il Teatro Il Sipario Strappato.
  • E ora raccontaci di questo concorso, com’è nata l’idea, chi ha partecipato, come si svolgerà…

 

    • Un anno fa, purtroppo, Nena Taffarello è venuta a mancare e ci è sembrato doveroso dedicare a lei una rassegna teatrale. A questa rassegna hanno partecipato 25 compagnie provenienti da tutta la Liguria. Gli attori professionisti Enzo Paci e Luigi Marangoni ne hanno selezionate 5, queste finaliste si esibiranno dal vivo partendo dal 19 maggio con premiazione finale il 2 giugno al Teatro Grande Il Sipario Strappato, via Marconi, Arenzano.
  • Con “Il vestito di Arlecchino” e il suo cast siete stati poco tempo fa in un teatro di Londra, prima l’avevate portato a Kirov in Russia, parlaci di entrambe le esperienze…A Londra poteva sembrare un azzardo portare la commedia dell’arte nella patria di Shakespeare, invece è stato bello scoprire che gli inglesi ci hanno apprezzato molto e   addirittura invitati per il prossimo anno, a replicare lo spettacolo sia nei teatri sia nelle scuole.

 

    • Andare in Russia come unici europei al festival mondiale delle marionette di Kirov con la commedia dell’arte è stata una grande soddisfazione che ci ha riempito di orgoglio per l’accoglienza e l’aspettativa che abbiamo suscitato nel popolo russo. Inoltre abbiamo avuto la fortuna e il merito di vincere il premio come “miglior spettacolo di tradizione teatrale”.
  • Ora vorrei che ci raccontassi la genesi di questo teatro che si trova al terzo piano di un’antica filanda, così mi hai detto, e che ha per tetto l’interno di una barca di legno rovesciata…

 

    • 25 anni fa abbiamo fondato il teatro in una chiesa sconsacrata, luogo magico da dove è partito tutto, ma contiene solo 70 posti. Così da quattro anni siamo anche in questo nuovo spazio che ci permette di ospitare spettacoli di ampio richiamo. Questa vecchia filanda negli anni ha cambiato destinazione d’uso varie volte, è stata anche scuola elementare e per un paio d’anni ci insegnò il poeta Giorgio Caproni. E oggi in una sorta di passaggio di testimone culturale, è il Teatro di Arenzano e di tutti gli arenzanesi.
  • Vorrei concludere questa mia intervista chiedendoti quando e come hai capito che il teatro sarebbe stato la passione della tua vita?Mi sono diplomato attore alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova e ho avuto la fortuna di lavorare con grandi registi. Sono anche autore e regista e ora questa esperienza la metto a disposizione dei tanti ragazzi che frequentano la nostra scuola di recitazione al teatro Il Sipario Strappato.

 

  • Da bambino sono rimasto orfano di padre molto presto e non essendo di famiglia ricca non avevo la possibilità di molte cose che miei coetanei avevano e facevano, così viaggiavo molto con le ali della fantasia, m’inventavo viaggi e storie straordinarie. Quando sono diventato un po’ più grande è stato un passaggio naturale fare teatro perché attraverso il teatro continuavo, e continuo, a viaggiare sulle ali della fantasia.

 

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