Marmellata d’arance, testo teatrale di Anna e Rosalia Messina, recensione di Daniela Domenici

Mi è stato fatto dono di questo testo teatrale scritto a due mani da Anna e Rosalia Messina, tratto dal romanzo di Rosalia dal titolo omonimo e vincitore del premio “L’artigogolo III edizione sezione drammaturghi esordienti”, che mi è piaciuto a tal punto da volervene parlare.

Le due autrici immaginano una storia tutta al femminile le cui protagoniste sono Fabrizia, sua madre Emma e la sua amatissima nonna Bianca. La vicenda ha inizio quando Fabrizia, che nel frattempo è diventata una medica, torna a Catania, da Pordenone dove vive e lavora, per il funerale di sua nonna. Quest’evento dà lo spunto alle autrici per ripercorrere l’infanzia e l’adolescenza di questa giovane donna che ha avuto una madre e un padre quasi completamente assenti per motivi diversi, che non vi anticipo ma che scopriremo leggendo, e una nonna punto fermo della sua vita, elemento di stabilità emotiva.

La pièce è suddivisa in due atti che segnano due momenti importanti nel percorso di crescita della protagonista soprattutto nei riguardi del rapporto con la madre Emma e con l’ex compagno Giulio.

Le due autrici riescono, grazie a un uso perfetto sia dei dialoghi, che caratterizzano psicologicamente le tre donne, che delle notazioni di regia che servono per i continui flashbacks tra presente e passato, ad affascinare e a commuovere; auguro alle due autrici di poter trovare presto qualche compagnia che porti sulle tavole di un palcoscenico questa storia da loro immaginata.

 

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