Glam City, al Teatro della Tosse di Genova, recensione di Daniela Domenici

Ieri per la seconda serata del Life Festival, rassegna di cultura LGBTQI, la sala Dino Campana del Teatro della Tosse si è trasformata nella città di Catania grazie a “Glam City”, monologo tratto dal romanzo di Domenico Trischitta, portato perfettamente in scena dal regista Nicola Alberto Orofino con le magiche scene e gli originalissimi costumi di Vincenzo La Mendola a cui vanno i miei primi complimenti e applausi.

Silvio Laviano ha dato vita, in modo superlativo, a Gerry Garozzo, un ragazzo che negli anni ’70 a Catania sogna di entrare nel mondo dello spettacolo e fare il trasformista ma la città di quegli anni non capisce questo suo desiderio; va a Londra per festeggiare i suoi 21 anni ma torna nella città etnea dove tenterà una sua personale rivoluzione fatta di trasgressione e travestitismo. Straordinario Laviano nel dare vita a Gerry con un monologo denso, doloroso, senza un attimo di pausa, in un mix di dialetto catanese e italiano, spesso volutamente volgare, molto fisico ma sempre profondamente commovente.

Credo che ieri sera tra il numeroso pubblico che gremiva la sala io sia stata l’unica ad aver capito e apprezzato nei minimi dettagli la pièce sia per la lingua usata dal protagonista che per i luoghi evocati che conosco perfettamente avendo vissuto là per trent’anni ed essendomi laureata con una tesi in dialettologia siciliana ma dagli ininterrotti e calorosi applausi finali deduco che anche il pubblico genovese, nonostante il dialetto, si sia lasciato affascinare e commuovere dalla storia di Gerry.

http://www.italianotizie.it/2018/05/19/glam-city-al-teatro-della-tosse-di-genova/

 

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