accadde…oggi: nel 1857 nasce Eva Bonnier, di Paola Naldi

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Nella Svezia del XIX secolo (come negli altri stati europei) le uniche professioni accessibili per una donna istruita sono quelle di dama di compagnia, governante, istitutrice o insegnante in una scuola privata per ragazze. Solo nel 1842 le bambine sono incluse nel sistema obbligatorio dell’istruzione primaria. L’istruzione secondaria femminile si sviluppa solo alla fine dell’’800. Seguono importanti riforme parlamentari, a favore dei diritti delle donne, per adeguarsi all’evoluzione dei tempi: pari diritti di eredità, pari diritti nel commercio, permesso di accesso all’insegnamento nelle scuole pubbliche, libero accesso alle professioni di assistenza medica, presso gli uffici postali e telegrafici. Seguono poi la possibilità di diventare medico e l’apertura delle Università Queste riforme fanno della Svezia un paese all’avanguardia nel percorso per la parità di genere. Nascono le prime organizzazioni delle donne, per favorire la partecipazione alla vita pubblica. Molte associazioni, nate inizialmente come enti caritatevoli, assumono un ruolo importante nella difesa delle donne nelle varie situazioni familiari e lavorative. Gli intellettuali e gli artisti sostengono questa politica di emancipazione femminile. Nascono anche associazioni filantropiche per favorire lo sviluppo artistico delle città.

Eva Bonnier nasce a Stoccolma nel1857 in una famiglia d’ importanti editori. Studia pittura dapprima privatamente, poi s’iscrive alla Royal Swedish Academy of Arts di Stoccolma. Se reca a Parigi a 26 anni, seguendo la prassi ormai consolidata per cui tutti gli artisti devono prima o poi far tappa in questo centro dell’arte internazionale. Affronta l’esperienza parigina con l’amica Hanna Hirsch-Pauli, compagna di studi. Entrambe frequentano l’Accademia Colarossi. Ottiene qualche riconoscimento per i quadri esposti al Salon. Tornata in Svezia a 32 anni, lavora attivamente, soprattutto facendo ritratti. Dal 1900 si ferma la sua attività artistica e inizia la sua opera filantropica. Avendo ereditato una cospicua ricchezza, crea una fondazione per l’abbellimento di Stoccolma, acquistando dipinti e sculture per luoghi pubblici e istituzioni, come la Biblioteca Nazionale, l’Università e varie scuole pubbliche.

Inizia a soffrire di grave depressione e si toglie la vita nel 1909, a 51 anni, a Copenaghen, gettandosi dalla finestra dell’albergo in cui è alloggiata.

Suoi dipinti si trovano nel Museo Nazionale di Stoccolma.

I suoi quadri rivelano grande sensibilità e delicatezza di tocco.

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