accadde…oggi: nel 1750 nasce Teresa Ciceri Castiglioni, di Lella Canepa

https://www.lellacanepa.com/single-post/2017/12/29/TERESA-CICERI-CASTIGLIONI-la-mia-donna-della-settimana

Oggi voglio parlarvi di un personaggio non molto conosciuto, legato all’agricoltura e quindi alle erbe.

Teresa Ciceri Castiglioni, nobildonna, nasce a metà del 1700, figlia del conte Giobatta.

A vent’anni va in sposa al nobile comasco di ventitré anni più vecchio di lei, Cesare Ciceri.

Nonostante abitino nel centro di Como in uno stabile di cinquantanove stanze, e il matrimonio sia allietato dalla nascita di dodici figli, donna Teresa non disdegna di interessarsi del grande podere del marito che comprende un terreno di 438 pertiche e 21 tavole e le due proprietà della Rienza e della Figarola.

Rimasta vedova a quarantanove anni, nelle difficoltà quotidiane, oltre a cercare di sanare i debiti del marito, a reperire denaro contante per la vita di tutti i giorni, mandare avanti tutto, far maritare dignitosamente le figlie, studia attivamente come far fruttare al meglio le proprietà terriere.

Introduce per prima la coltivazione della patata e dedica i suoi studi anche a utili applicazioni nell’industria.

Scrive una relazione su come ricavare un filato dalla scorza dei lupini, molto comuni nei terreni acidi del posto e alcune frammenti di tele tessute da lei con questo particolare filato sono al Museo di Como.

Ma la storia più curiosa su di lei arriva adesso.

La sera del 4 novembre 1776 ha ospite l’amico Alessandro Volta e a questi parla di una strana “aria infiammabile” che c’è laggiù nella palude all’ Isolino Partegora.

Questi si reca sullo scoglio e rovistando tra le canne scopre alcune bolle di gas.

Riesce ad imbottigliarle e, dopo studi di laboratorio ed esperimenti darà a quelle bolle il nome di Metano.

E’ grazie a questa scoperta che Teresa Ciceri viene proposta dallo stesso Volta per essere accettata dalla Società Patriottica di Milano come “Sozia Corrispondente Nazionale per le cognizioni e lo zelo rispettivamente agli oggetti dell’agricoltura e delle arti”, dove lei presenterà una relazione sull’arte di ” pettinare, filare, torcere e tessere a maglia la scorza di lupini”.

Certamente la nobile signora avrà avuto domestici e camerieri, ma questo non mi toglie come malgrado abbia affrontato dodici gravidanze portate a termine, allevato questi dodici figli, gestito una grande casa e un vasto terreno, sopperito alla costante mancanza di denaro e, tutto ciò alla fine del 1700, avesse ancora tempo, forza e salute per dedicarsi alle arti e alle scienze, potesse avanzarle tempo per provare a filare i lupini e a vagare per le paludi cercando arie infiammabili.

Ma qualcuno a voi lo aveva detto che il metano era stato scoperto grazie a una donna che aveva notato delle strane bolle di gas che si infiammavano in uno stagno?

Nel ritratto conservato al Museo Giovio di Como si vede sullo sfondo un ramo di lupini e i fogli della sua relazione. Tra le mani una medaglia d’oro consegnatale per il suo impegno a promuovere la coltivazione della patata.

A lei è intitolato il Liceo Teresa Ciceri di Como.

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