Lidia, che detesta la matematica, di Antonella Sacco, recensione di Daniela Domenici

la sottoscritta che invece adora la matematica ha divorato questo delizioso libro in un soffio e si è innamorata di Lidia, la protagonista, una studentessa al primo anno di liceo, e di Oscar, l’amico ciabattino che la conduce lentamente, grazie alle sue lezioni, non solo a non detestare più la matematica ma anzi ad apprezzarla a tal punto da voler approfondire la vita e le acquisizioni di molte matematiche del passato le quali, purtroppo, proprio perché donne, non hanno ottenuto la fama che avrebbero meritato: da Ipazia ad Ada Byron Lovelace, da Sophie Germain a Sofia Kovalevskaja.

Insieme a Oscar Lidia imparerà ad apprezzare anche le opere d’arte e torna due volte a visitare un museo per poter riprovare le stesse emozioni; e conosceremo poi Ursula, la simpatica amica veterinaria di Oscar e Daniela, la miglior amica di Lidia, e ancora Leonardo, Ruggero, Rebecca e Pietro, tutte/i compagni di classe che colorano e animano, ognuno/a a proprio modo, questo primo anno di Lidia alle scuole superiori.

Bravissima Antonella Sacco (laureata in matematica) a descrivere, con stile fluido e con grande ironia, il cambiamento di Lidia dal detestare profondamente la matematica alla graduale curiosità di conoscere fino alla conclusione quando riuscirà addirittura a dissertarne, con cognizione di causa e con grande, imprevedibile piacere, scoprendo quanta poesia ci sia nella matematica (la sottoscritta ne è convinta da almeno dieci lustri…)

Questo libro vuole essere un omaggio alle grandi, e spesso purtroppo misconosciute, grandi matematiche del passato e andrebbe fatto leggere e, perché no, adottare alle scuole medie e anche al primo biennio delle superiori.

 

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