dopo il temporale, di Adele Libero

Ha smesso il vento l’urlo disperato,
la pioggia di sferzare il mio balcone,
chissà che colpe aveva da lavare
nel freddo pavimento reso nero

da quel riflesso scuro della notte,
da quei cavalli alati sulle nubi,
dai miei pensieri tristi e frastornati,
dal vero volto d’un mondo perduto.

E adesso torni tu, come previsto,
mi chiedi se ho provato la paura
ai lampi e ai tuoni di quel temporale.
Getto la testa in su, sei un po’ banale.