Il bosco di Vitabella, fiaba di Nuccia Isgrò, illustrazioni di Cristina Sottile, recensione di Daniela Domenici

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Una deliziosa fiaba sulla diversità immaginata e scritta da Nuccia Isgrò, docente e scrittrice milazzese nonché nonna (come la sottoscritta) e illustrata magicamente da Cristina Sottile.

È una storia di dolce accoglienza, d’integrazione, di rispetto per le diverse abilità; Isgrò l’ha ambientata in un bosco, quello di Vitabella appunto, dove vivono tanti animali, non tutti normodotati, come l’orsetta Silvy, per esempio, che sta sulla sedia a rotelle o l’ape Striscia che non ha le ali o ancora il falco Vistacorta che, come dice il suo nome, non ha la vista…da falco!!! Sono tutti/e vegetariani e questo è il primo elemento di rispetto verso gli altri animali; ognuno/a di loro sa fare qualcosa di speciale, ha un’abilità che mette al servizio della comunità. Un giorno trovano, n un burrone, un leone ferito che era scappato da un circo e dopo essersi riuniti e aver ascoltato, democraticamente, l’opinione di ognuno/a decidono di…non vi dico altro per farvi innamorare della magia di questa fiaba che andrebbe fatta leggere nelle scuole dell’infanzia e primarie per insegnare l’attenzione all’altro/a e contrastare, sin dall’inizio, l’emergere del bullismo, soprattutto verso i/le più fragili.