memorie di Auschwitz, di Adele Libero

Come correva il treno sul binario,
era un serpente nero che mangiava
le vite di quei tanti prigionieri
quegli occhi che tremavano d’orrore.

“Mamma ma dove andiamo” noi stasera,
ho fame e sete e devo andare al bagno,
stanche le gambe e puzzolenti i seni
di chi da giorni l’acqua non vedeva.

D’attorno neve e una natura amara,
la comprensione assente dentro i cuori.
Così vedeva Dio da più lontano
piangendo per aver creato l’Uomo !!