accadde…oggi: nel 1910 nasce Nora Federici, di Miriam Focaccia

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Nata a Roma il 27 aprile 1910, figlia unica di Vittoria Sora, maestra e direttrice didattica nelle scuole elementari, e di Vittorio Federici, professore di paleografia all’Università di Roma, deve il suo nome al personaggio della Casa di bambola di Henrik Ibsen, oltre che all’aspirazione, specialmente materna, volta alla possibilità di un’emancipazione, sociale e culturale, a quel tempo ancora preclusa alle donne. Nel 1933 si laureò in scienze politiche all’Università di Roma con una tesi in statistica e, subito dopo, iniziò la sua carriera accademica, prima come assistente, poi come docente, tenendo corsi di statistica, statistica economica, sociologia, antropometria, sviluppo della popolazione, sociologia rurale e urbana, demografia, nelle Università di Perugia, Palermo e Roma.

Fin dai suoi primi studi fu molto importante il rapporto con Corrado Gini, che ella considerò sempre il proprio maestro, il quale ricoprì un ruolo fondamentale nello sviluppo degli studi statistici e demografici in Italia, partecipando, negli anni Trenta,  alla costituzione dell’Istituto centrale di Statistica e della Facoltà di statistica, del Comitato italiano per lo studio dei problemi della popolazione (CISP) e della rivista «Genus». Gini, nazionalista e fascista ortodosso, ebbe nel ventennio un’influenza decisiva sulle scienze sociali italiane e le sue idee ebbero non poco peso sulle idee di Mussolini nell’ambito delle questioni relative allo sviluppo demografico. Con la convinzione che le elevate capacità riproduttive di un popolo fossero non solo il mezzo per farsi largo tra gli altri popoli, ma anche il chiaro sintomo della superiorità razziale, si dava altresì il pieno sostegno alla guerra di conquista coloniale del regime. Egli fu inoltre uno dei maggiori esponenti del movimento eugenetico italiano, tenendo conto del punto di vista bio-medico, bensì statistico. Questi temi, trattati dalla comunità statistica nel suo insieme, confluirono tutti nell’alveo nebuloso del razzismo italico.

Di Gini, Nora continuò il lavoro quale direttrice di «Genus», dal 1966 al 1994, e presidente del CISP, seguendo però orientamenti innovativi e originali.

Nel 1957 venne incaricata della direzione del neonato Istituto di demografia, carica che tenne fino al 1979, favorendone successivamente la trasformazione in Dipartimento di scienze demografiche (1983).

Nel 1962 venne bandito il primo concorso in Italia per una cattedra universitaria di demografia: la Federici  risultò vincitrice e fu nominata professore ordinario di demografia.

I temi da lei svolti furono vastissimi. Parecchi lavori furono dedicati alla condizione femminile, condizione che le stava molto a cuore sia come donna che come scienziata, affrontando le problematiche del lavoro e dell’istruzione della donna, della salute delle lavoratrici, del rapporto esistente tra lavoro femminile e fecondità. Un tema, quest’ultimo, che non solo diventerà basilare nelle successive analisi sui fattori di declino della fertilità delle donne, ma che verrà ripreso e discusso in ambito politico negli anni Settanta, divenendo uno degli argomenti fondamentali del dibattito femminista e sociale di allora.

L’impegno di Nora in questo ambito di ricerca continuò poi con indagini sul campo e mediante l’analisi di dati microdemografici, preannunciando studi e ricerche sulla fecondità che, nella seconda metà degli anni Settanta, verranno portati avanti a livello internazionale.Si occupò altresì della diversa mortalità fra i due sessi, un argomento che coltivò a lungo in ricerche che aveva iniziato fin dalla sua tesi di laurea. Importanti sono stati i suoi contributi allo studio delle migrazioni interne e internazionali; nell’ambito di questi promosse negli anni Ottanta il primo vasto progetto universitario di indagini sull’immigrazione straniera in Italia. Destinò particolare attenzione allo studio della famiglia e promosse l’impianto delle prime indagini statistiche e demografiche nazionali su questo tema.

Pur non dedicandosi direttamente alla demografia storica, fu promotrice insieme ad altri studiosi dello sviluppo di tale settore di ricerca, mediante la costituzione del Comitato italiano per lo studio della demografia storica, nato nel 1970 all’interno del CISP. Nel 1956 apparve la prima edizione delle sue Lezioni di Demografia, un testo sul quale si sono applicate diverse generazioni di studenti e studiosi italiani. Nel 1976, ne La popolazione in Italia, scriveva: «Da tempo mi batto per l’educazione su larga scala: educazione sessuale, educazione demografica […] istruzione in generale, cioè alfabetizzazione in un senso più lato che non il saper leggere e scrivere, cioè un livello di istruzione tale da permettere agli individui di acquisire consapevolezza della propria personalità e quindi della propria facoltà di scelta autonoma e di partecipazione alle scelte collettive» [Federici, 1976, p. 284]: qui Nora esprimeva la propria idea di una politica di popolazione basata sul coinvolgimento e sulla libertà di decisione della popolazione stessa nei vari settori della realtà sociale. Anche dopo il pensionamento si recava a lavorare presso il Dipartimento di scienze demografiche, la sua «amata casa d’elezione» [Sonnino, 2001, p. 133]. Nora Federici è morta a Grottaferrata, vicino a Roma, il 9 settembre 2001, all’età di 91 anni.