Il passato non muore, di Laura Veroni, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Un altro splendido giallo scritto da una donna e le cui principali protagoniste sono due donne: il P.M Elena Macchi e la psicologa Athena Bini. Ma aggiungerei anche Susanna, la figlia adolescente di una delle vittime. Bravissima Laura Veroni a caratterizzarle, ognuna di loro emerge con la propria specifica individualità grazie anche a frequenti flashback che arricchiscono i loro ritratti perché, come recita il titolo, il passato non muore.

Complimenti anche per come descrive i protagonisti maschili, dal commissario Auteri al suo vice Pozzi, da Lorenzo ad Alessio e poi il padre di Susanna e ancora i genitori di Elena e Adele, tutti/e hanno una loro collocazione specifica in questo quadro d’insieme che ha un finale assolutamente a sorpresa, molto originale.

La città di Varese e i suoi dintorni sono il setting (permettetemi questo inglesismo cinematografico) di questo nuovo caso della magistrata Macchi, ne diventa coprotagonista per come l’autrice la conosce e la descrive con appassionata minuzia.

Un elemento che mi piace sottolineare è che questo giallo si tinge spesso di eros, non capita frequentemente ma l’autrice (della quale non ho ancora letto i libri precedenti…) ha probabilmente fatto questa scelta sia per rendere più veri/e i/le protagonisti/e che, in questo caso, per dare degli input (come le briciole di Pollicino) che portino verso la soluzione finale: complimenti!