Colpevole d’innocenza, di Fabrizio De Prophetis, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Un titolo ossimorico perfetto per questo splendido libro di Fabrizio De Prophetis, edito da Iacobelli editore, che ho letto in un soffio e che ho apprezzato per più di un motivo.

Innanzitutto perché la vicenda vissuta sulla propria pelle dall’autore ben trentacinque anni fa potrebbe capitare a ognuno/a di noi, un giorno qualcuno/a fa il nostro nome e la nostra vita viene stravolta, devastata e ti chiedi perché sia successo proprio a te; il caso più clamoroso, simile a quello narrato da De Prophetis, è stato quello di Enzo Tortora, che fu arrestato, colpevole d’innocenza come l’autore di questo libro, il 17 giugno 1983 e dopo 271 giorni di carcerazione poté finalmente fare ritorno nella sua casa di Milano. Anche De Prophetis, dirigente di un ente pubblico, ha vissuto una vicenda simile e ce la racconta in modo straordinariamente dettagliato e con tanta passione coinvolgente come se tutto fosse accaduto di recente.

Il secondo motivo per cui ho tanto amato questo libro è che sono stata volontaria in un carcere per due anni e docente in un altro per un anno e quindi ho visto “da dentro” molte delle cose che De Prophetis ha vissuto sulla sua pelle nei giorni a Regina Coeli e in quelli a Nuoro: complimenti di vero cuore per le tante, perfette, umane descrizioni di persone e fatti quotidiani.

Concludo con alcune parole estrapolate dalle pagine finali “che dire di questa avventura, comunque non mi lamento, penso infatti che a qualcuno sia andata molto ma molto peggio di me. Non nutro alcun rancore, forse potrei prendermela con la giustizia ma come si fa a recriminare nei confronti di un qualcosa che non esiste? Non mi cruccio per quanto accaduto né mi vanto per quanto narrato ma, attenzione, la vita è comunque una tempesta, lampi e fulmini possono arrivare e colpire senza distinzione chiunque”: grazie per aver avuto la forza di superare quel momento così assurdo e doloroso e di aver trovato il coraggio di parlarne