accadde…oggi: nel 2010 muore Marcella Di Folco, di Eleonora Capelli

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/09/05/news/il_sindaco_annuncia_e_il_momento_di_intitolare_una_strada_a_marcella_di_folco_paladina_dei_diritti_di_tutti_-266270179/

Nel decimo anniversario dalla scomparsa di Marcella Di Folco, è arrivato il momento di dedicarle una strada di Bologna. Lo annuncia il sindaco Virginio Merola, che era stato chiamato in causa dall’avvocata Cathy La Torre  perché intitolasse un luogo al “più grande monumento della storia trans italiana”. “Questo è sicuramente il momento giusto per procedere – ha detto Merola – sarà un altro modo per confermare quanto la nostra città sia all’avanguardia nella storia dei diritti, che sono stati conquistati attraverso l’impegno di persone come lei”.

Marcella Di Folco, che fu Marcello, come ricorda il titolo del libro di Bianca Berlinguer dedicato a questa donna coraggiosa, è morta il 7 settembre del 2010. Tra pochi giorni sarà quindi trascorso il tempo previsto dalla commissione toponomastica perché le si possa dedicare una via. Mentre il ricordo delle sue battaglie, che hanno visto ad esempio nascere a Bologna il primo consultorio pubblico per la salute della persone transessuali, è ancora vivo.

La Torre ha ricordato la figura di questa grande amica che la città di Bologna ha incontrato nella sua storia. “Anche negli anni più difficili, ci ha mostrato il coraggio di dedicare un’intera vita alla ricerca della dignità per tutti – ha scritto – ha insegnato a molte generazioni che non si sceglie se essere uomini o donne, accade e basta”. Marcella Di Folco è stata la prima persona trans a ricoprire una carica elettiva, quando entrò nel 1995 in consiglio comunale con i Verdi. E la stessa aula del consiglio aveva approvato, nel 2012 l’ordine del giorno per intitolarle una strada. Adesso è arrivato il momento di concretizzare quell’orientamento.

“La grande forza di Marcella è stata proprio questa – ha ricordato Merola – la sua azione ha avuto una capacità fondativa, per le persone transessuali innanzitutto , ma per i diritti di tutti attraverso le molte battaglie di cui è stata protagonista”. Dell’esperienza in consiglio comunale rimangono i suoi ricordi, raccolti da Berlinguer nel libro, che il sindaco vuole sottolineare. “Il professor Carlo Flamigni, famosissimo ginecologo e rigorosissimo laico, al termine del mio mandato di consigliera mi disse che gli dispiaceva tanto – ricordava Marcella – e mi raccontò di aver conservato i miei discorsi perché li considerava materiale preziosissimo, che aveva dato qualcosa in più a quell’assemblea”.

Qualcosa in più Marcella l’ha dato anche alla città dove aveva scelto di vivere, che l’aveva ricambiata con grande affetto. Ai suoi funerali religiosi, monsignor Ernesto Vecchi la ricordò ad esempio come una persona di fede e qualche tempo dopo disse: “Prego sempre per lei”. Adesso il suo nome su un cartiglio porterà tante persone che non l’hanno conosciuta a chiedersi chi fosse questa pioniera che ha lottato per la libertà di scegliere, quindi per la libertà di tutti.