la pazienza della formica, di Marina Bertamoni, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Uno dei gialli più affascinanti che abbia letto negli ultimi tempi (chi mi segue sa che non sono pochi) questo di Marina Bertamoni la cui protagonista è, ancora una volta, la formidabile ispettrice Luce Frambelli della quale ho parlato nelle mie precedenti recensioni

https://danielaedintorni.com/2020/09/20/chi-muore-giace-di-marina-bertamoni-fratelli-frilli-editori-recensione-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2020/09/25/dieci-parole-per-uccidere-di-marina-bertamoni-fratelli-frilli-editori-recensione-di-daniela-domenici/

Mi sono innamorata sin da subito di questa poliziotta straordinaria che riesce, con ostinata testardaggine, a far valere le sue intuizioni in un’indagine alquanto intricata diretta, questa volta, dal nuovo vice questore Bentivoglio che è appena arrivato e ancora non conosce bene la sua squadra in cui lei è l’unica donna.

Quello che all’inizio sembra un “cold case”, un caso facile risalente al 1998, da risolvere in poco tempo, si rivelerà gradualmente una matassa molto aggrovigliata, funestata da omicidi, in cui sono coinvolte tante persone; sarà soprattutto grazie all’intuito e alla caparbietà di Luce che verranno assicurati alla giustizia mandanti ed esecutori.

I miei più calorosi complimenti, ancora una volta, a Bertamoni sia per lo stile che per la fantasia che per aver immaginato un intreccio strutturato quasi come un puzzle di cui si scoprono lentamente i pezzi mancanti.