Nelle viscere di Bologna, di Massimo Fagnoni, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Non ho letto i libri precedenti di Fagnoni che hanno per protagonista Galeazzo Trebbi, lo confesso, l’ho “incontrato”, per la prima volta, in questo suo più recente e mi è piaciuta molto la figura di questo detective privato che è un ex poliziotto e che ha molti scheletri nell’armadio e troppi traumi nella sua vita privata, è molto ben caratterizzato sia nelle sue debolezze che nei suoi punti di forza; l’elemento che più lo contraddistingue è la tenace caparbietà con cui persegue i suoi obiettivi ma anche la sua grande umanità: complimenti!

Un altro motivo di plauso è l’escamotage stilistico di raccontare, in parallelo, gli eventi accaduti nel 2005 con quelli di dodici anni dopo, con capitoli alternati grazie ai quali, goccia a goccia, ci porta a scoprire cosa sia successo all’epoca e, di conseguenza, su cosa si basino le sue indagini nel 2017, cosa debba ancora scoprire.

Ancora un complimento per come descrive Bologna con passione innamorata facendola diventare una splendida coprotagonista, non solo il set dei vari accadimenti, a tal punto che inserisce anche alcuni dialoghi in dialetto felsineo con traduzione a piè di pagina.