accadde…oggi: nel 1995 muore Laura Luzzatto Coen Dallapiccola, di Alberto Petrucciani

AIB-WEB. DBBI20. Luzzatto Coen, Laura

Dopo gli studi secondari al Liceo Petrarca di Trieste conseguì la laurea in lettere all’Università di Firenze, il 23 giugno 1932, con una tesi sulla critica letteraria di Niccolò Tommaseo, relatore Guido Mazzoni.
Entrò nelle biblioteche governative come bibliotecario aggiunto dal 16 agosto 1933, tra i vincitori del concorso bandito l’anno precedente, destinata alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, dove strinse amicizia con Francesco Barberi e Maria Teresa Polidori Danieli.
Lavorò principalmente alla redazione del «Bollettino delle pubblicazioni italiane», reggendone la responsabilità nei periodi di assenza di Enrico Jahier.
Figura tra i soci dell’Associazione italiana biblioteche a partire dal 1934.
Venne licenziata dal 1º marzo 1939 in applicazione delle leggi razziali del novembre 1938. Nelle note di qualifica per l’anno 1938, inviate al Ministero quasi contemporaneamente al suo licenziamento, il direttore Boselli la indicava «molto meritevole di promozione».
Nel gennaio 1938 aveva sposato – convertendosi alla religione cattolica – il musicista Luigi Dallapiccola (Pisino d’Istria 3 febbraio 1904-Firenze 19 febbraio 1975), che teneva dal 1934 la cattedra di Pianoforte complementare al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze. Durante l’occupazione tedesca vissero nascosti a Fiesole presso un musicista amico, Sandro Materassi.
Reintegrata in Biblioteca dopo la Liberazione, con la qualifica di bibliotecario capo attribuitale retrospettivamente con decorrenza dal marzo 1942, venne promossa nel giugno 1948 direttore di biblioteca di 3ª classe e svolse anche attività per la Soprintendenza bibliografica della Toscana. Nel 1950 chiese di andare in pensione anticipatamente, soprattutto per essere libera di seguire il marito.

Negli anni successivi tenne privatamente un Servizio di informazioni bibliografiche e collaborò col Centro nazionale per il catalogo unico (particolarmente per la redazione del Soggettario del 1956, lavoro in cui era stata coinvolta fin dal 1936) e con periodici d’informazione libraria. Nel 1950, per segnalazione di Barberi, fu inserita nella redazione della rivista internazionale «Libri», a cui contribuì con notizie dall’Italia.
A partire dalla fine degli anni Cinquanta tradusse dal tedesco numerose opere, sia di ambito musicale (p.es. le lettere di Alma Mahler e di Brahms e una storia del jazz) che d’altro genere, per Mondadori, Il Saggiatore, La nuova Italia e altre case editrici, firmandosi in genere Laura Dallapiccola (ma anche, occasionalmente, Laura Luzzatto).
La biblioteca del marito, conservata all’Archivio contemporaneo del Gabinetto Vieusseux insieme a mobili e carte, comprende anche libri appartenuti a lei.