Il verde orizzonte s’infiamma, di Patrizia Magli, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Misteriosamente affascinante questo libro di Patrizia Magli che all’inizia appare come una raccolta di racconti slegati tra di loro ma man mano che ci s’inoltra nella lettura si scopre che c’è un fil rouge, un link che lega i/le vari/e co-protagonisti/e; è David, un “quarantenne professore americano…che decide di trascorrere il suo anno sabbatico in Italia nei mesi subito successivi alla caduta del Muro di Berlino”.

Straordinaria la bravura dell’autrice nel contestualizzare ognuna delle nove storie mostrando di possedere un bagaglio artistico e musicale da standing ovation, soprattutto nel capitolo dedicato ad Alberto, direttore d’orchestra, e al suo debutto e quello sul viaggio di David e Kate in Turchia ma non solo in questi. Anche il titolo si riallaccia alla musica perché è una citazione del Pierrot Lunaire di Schoenberg; “il Pierrot…è una figura simbolica in un’epoca della vita in cui si trova un gruppo di quarantenni in bilico tra due mondi…”

Perfetta la caratterizzazione dei/lle tanti/e personaggi/e, da Kate ad Alice, da Carla ad Alberto, da Ernesto a Giulia, emergono nella loro individualità grazie a uno stile narrativo intenso, variegato e mai scontato; molto bello l’escamotage, nel sesto capitolo, della ripetizione della stessa frase, quasi un refrain, alla fine di alcuni paragrafi, complimenti!