nutriamo la pace, di Loredana De Vita

Let’s Nurture Peace – Writing Is Testifying

Come si può essere felici se ci sono così tante persone che muoiono nell’infelicità della solitudine e della violenza?
Certo, non si può salvare il mondo con le proprie lacrime, ma c’è una sorta di cecità morale e di amore per l’odio (direbbe Donskis) che rende ancora più inafferrabile il senso di quanto accade, e questo è responsabilità di ciascuno riconoscerlo e svelarlo.
Che cosa fare dunque? Opporsi.
Opporsi non con la violenza, non per schierarsi, ma opporsi all’odio e alla sete di potere che ottenebra le menti e lascia a digiuno i cuori negando il diritto di ciascuno al suo posto nel mondo.
Bisogna far udire il proprio dissenso senza alimentare le polemiche, ma mettendo a nudo la verità.
Non credo si tratti di schierarsi con l’una o l’altra bandiera, ma di issare una bandiera unica contro la guerra, contro ogni guerra. Non bisogna consentire, cioè, che l’una o l’altra fazione possano usare a loro favore o contro il nostro schieramento: ciò che è dissenso per una parte è sempre consenso per l’altra.
Dichiarare l’abbattimento di ogni violenza e ritorsione e guerra è un discorso più ampio e totalizzante che può preparare al dialogo vero.
Tutti dovremmo schierarci contro ogni guerra, poiché ciò che conta è la vita umana e non i suoi possedimenti, il rispetto dei diritti di ciascuna persona e non la loro violazione.
Nutriamo la pace per sconfiggere le guerre