accadde…oggi: nel 2012 muore Graziella Riga, di Pantaleone Sergi

Riga, Graziella | (icsaicstoria.it)

Graziella Riga (Cortale (Catanzaro), 31 agosto 1941 – Lamezia Terme (Catanzaro), 14 maggio 2012)

Ultima di 5 figli, unica donna dopo quattro maschi, Grazia Vittoria Italia Elisabetta Maria (con tutti questi nomi viene registrata allo stato Civile), da tutti chiamata Graziella, nasce da Francesco, maestro elementare di 47 anni, e Rosa Sticco, 41 anni, casalinga originaria di Napoli e da tutti chiamata Titina che, dopo avere messo al mondo i figli maschi, ai vicini ripeteva sempre «’a femmina l’aggia ’a fà», una figlia femmina debbo farla. I genitori si erano conosciuti nel 1915 nella città campana, dove Francesco faceva il servizio militare nei bersaglieri, e si sposarono nel 1927, andando ad abitare inizialmente nel paese natale di lui, spostandosi nel dopoguerra a Nicastro (oggi Lamezia Terme).
Frequentato le Elementari e Medie nel paese natale e il Liceo Classico «Francesco Fiorentino» di Lamezia dove ottiene la maturità, Graziella si trasferisce a Pisa. Negli anni universitari è idealmente vicina al PCI, partecipe e animatrice delle iniziative dei comunisti pisani nell’Ateneo cittadino. Ha amici, però, tra i leader di Potere Operaio con i quali dialoga rimanendo sempre ferma nelle proprie posizioni. Si laurea giovanissima in lettere classiche e insegna inizialmente in alcune scuole medie del comprensorio lametino (tra i quali Nocera Terinese con incarichi temporanei) e poi si trasferisce come docente di latino e greco al “suo” Liceo «Fiorentino», che lascia quando viene eletta in Parlamento, e dove poi insegna ancora fino alla pensione.
Negli anni Sessanta fa parte del gruppo di giovani cattolici legati al Sacerdote Don Saverio Gatti e in quell’ambiente iniziò il suo interesse per i problemi sociali.
Di una bellezza aristocratica e mediterranea, fin da giovane si dedica con grande passione e impegno alla vita politica della Calabria e del Paese.
La sua «intensa e appassionata» attività inizia alla fine degli anni Sessanta quando (il giorno di Natale del 1968, quando aveva 27 anni) si iscrive al Partito Comunista Italiano sulla scia dei fratelli: Pasquale (segretario della Fgci a Nicastro, maestro elementare che lascia la professione per assumere prima la corrispondenza dell’«Avanti», e poi, dopo la scelta del centrosinistra del Psi, de «l’Unità» e di «Paese Sera»), vince  la prima edizione delle «Olimpiadi della Cultura» promosse da un gruppo di intellettuali comunisti; Gianni, uomo politico entusiasta e rigoroso, subentrato a Vittorino Fittante, come segretario di Mario Alicata, più volte consigliere provinciale e componente delle segreterie provinciale e regionale del Pci; Mimì e Peppino, morto giovanissimo in un incidente stradale.  Il PCI ha bisogno di donne capaci e impegnate da valorizzare. Attivista politica e sociale, è figlia del suo tempo: è in prima fila nelle battaglie per il diritto allo studio, per la pace in Vietnam ma soprattutto lotta per abbattere le gabbie salariali che penalizzano i lavoratori del Mezzogiorno.
Nel 1970, così, viene eletta negli organismi dirigenti della Federazione di Catanzaro. Candidata al Consiglio Comunale di Lamezia Terme e al Consiglio Provinciale di Catanzaro viene eletta in entrambe le cariche. Viene eletta presidente della commissione comunale per le pari opportunità. Candida per il PCI anche alle prime elezioni per il Consiglio Regionale calabrese ma non viene eletta.
Alle elezioni politiche del 1972, invece, è candidata nella lista del PCI capeggiata da Pietro Ingrao, e a soli 31 anni, viene eletta alla Camera dei Deputati, una delle più giovani deputate di quella legislatura. Fa parte della V Commissione (Bilancio e Partecipazioni statali). Considerata una «pupilla» di Ingrao, si occupa di problemi dell’emigrazione con una proposta sulla istituzione e i compiti dei «Comitati per la tutela dell’emigrazione italiana» all’estero. Numerosi sono nel 1974 gli incontri con emigrati e i comizi in Svizzera e in Germania (manifestazioni a Colonia, a Stoccarda e altrove).
Prima donna parlamentare di Lamezia, viene riconfermata alle successive elezioni politiche del 1976, quando entra a far parte della XI Commissione Agricoltura e foreste: in questa sua attività di deputato collabora con Pio La Torre con il quale lavora a stretto contatto nella Commissione parlamentare Agricoltura, occupandosi, anche con la presentazione di disegni di legge, di contratti di trasformazione di mezzadria e di colonia in contratti di affitto, scioglimento degli enti di sviluppo agricolo, costruzione di abitazioni per i lavoratori agricoli dipendenti e sua estensione ai coltivatori diretti, provvidenze a favore delle popolazioni dei comuni della Sicilia e della Calabria colpiti dalle alluvioni del dicembre 1972 e del gennaio 1973, disciplina dell’affitto dei fondi rustici e, in generale di una riforma generale dell’agricoltura. Senza trascurare quelli che sono i temi delle industrie tessile e chimica in Calabria mai decollate.
In parlamento è molto attiva: 44 progetti di legge sono presentati anche con la sua firma, presentato numerose interpellanze e interrogazioni, e interviene diverse volte in aula, specialmente nelle discussioni che riguardano provvedimenti sul Mezzogiorno.
Conclusa l’esperienza parlamentare nel 1979 (candidata per la terza volta, non torna in Parlamento per soli 25 voti), riprende l’insegnamento senza trascurare il suo impegno politico. Milita ancora nel PCI con incarichi diversi (nel 1990 fa parte della commissione federale di garanzia). Quando il PCI scompare, sebbene tormentata, aderisce al PDS e quindi entra anche nei DS, facendo parte del Direzione nazionale del partito. Non aderisce, però, al Partito Democratico. Per continuare la propria militanza comunista, sceglie SEL (Sinistra Ecologia Libertà) e diventa componente della Direzione provinciale di Catanzaro. Per alcuni anni è dirigente della segretaria regionale dello Spi-Cgil, componente del comitato direttivo della Cgil, nonché animatrice dell’Auser. È amata dai suoi studenti: «Professoressa di straordinario valore, esponente politico coerente e stimata, persona per bene e donna che ha condotto battaglie con coraggio e con grande spirito di innovazione», come la ricorda Gianni Speranza, già dirigente regionale del Pci e sindaco di Lamezia Terme.
Muore nel compianto generale all’età di 70 anni.
La camera ardente viene allestita in Comune su corso Numistrano. A due giorni dalla scomparsa, il presidente della Camera comunica il decesso all’aula di Montecitorio esprimendo le più sentite condoglianze ai familiari. Il giorno successivo la sua figura viene ricordata alla Camera da tre parlamentari calabresi (Ida D’Ippolito, Doris Lo Moro e Mario Tassone).
Cortale il 13 dicembre 2013 gli intitola una strada. Il Comune di Lamezia, a quattro anni dalla scomparsa, invece, le dedica i giardini di Via Don Luigi Costanzo, antistanti il Liceo Classico «Fiorentino» dove ha passato la sua vita di studente e di docente.

L’anno dopo, la famiglia decide di donare alla città di Lamezia Terme i libri suoi e del fratello Gianni che ora costituiscono il fondo librario «Gianni e Graziella Riga» presso la Biblioteca Comunale della città e altri libri e materiali di studio alla Biblioteca del Liceo «Fiorentino». Il Comune le intitola anche la «Casa del libro antico” situata in un palazzo del Settecento in cui ha sede anche la Biblioteca Civica.
Riposa nel cimitero di Lamezia