Tela di taranta, di Elianda Cazzorla, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Un anno e mezzo dopo averla “incontrata” virtualmente

https://danielaedintorni.com/2019/12/10/isolina-un-martedi-di-elianda-cazzorla-iacobelli-editore-recensione-di-daniela-domenici/

torna a “trovarmi” Elianda Cazzorla, docente e scrittrice appulo-patavina, con un’altra splendida opera, totalmente diversa dalla precedente, che mi ha profondamente affascinato sin dalle prime pagine e che narra, come s’intuisce dal titolo, una storia legata alla terra dove nasce il “tarantismo”: il Salento.

Come dice l’autrice nei ringraziamenti questo suo libro ha visto la luce dopo cinque estati di ricerca accurata e dettagliata che hanno finalmente dato vita a questa storia le cui principali protagoniste sono Annabella Rossi, antropologa che nel 1959 si unì alla spedizione verso Galatina guidata da Ernesto De Martino, Anna, nome fittizio che Rossi dette alla “tarantata” con la quale ebbe un carteggio e Ada (sotto cui si cela l’autrice), la giornalista che cerca di ricostruire la storia di Anna, dopo aver scoperto una ventina di foglietti arrotolati ritrovati in una scatola, andando poi nei luoghi in cui è vissuta “davanti alla sua casa vuota. Ha cercato di sondare i bisogni dell’una, le risposte dell’altra, trovandosi a sua volta coinvolta in un gioco emotivo inatteso” dalla postfazione di Eugenio Imbriani.

E’ una storia intrisa di spiritualità e di tradizioni, di misteriosa magia ma anche di sofferenza, povertà e ignoranza di cui Cazzorla si è fatta appassionata portavoce “tre sono le donne, tre sono i luoghi. Una è la taranta” come si legge in quarta di copertina…