chi è Jeannette Villepreux Power, la studiosa a cui intitoleranno l’acquario di Messina, di Miriam Focaccia

Villepreux Power Jeannette — Scienza a due voci (unibo.it)

Jeanne Villepreux nacque in Francia, a Juillac, il 25 settembre 1794, primogenita di Pierre, un calzolaio del paese, e di Jeanne Nicot, una donna colta: il suo nome compariva nella lista delle donne che potevano istruire i bambini del comune dopo che gli istitutori erano quasi del tutto scomparsi a causa della Rivoluzione. E’ grazie a lei che, probabilmente, la piccola Jeanne iniziò a leggere e scrivere. Jeanne Nicot morì che la figlia non aveva ancora 11 anni. All’età di 18 anni, pare anche a causa del nuovo matrimonio del padre, Jeannette partì a piedi per Parigi accompagnata nel viaggio da un tutore in quanto, per legge, era ancora minorenne. Dopo diverse traversie raggiunse, in ritardo, Parigi, ove il posto che la aspettava non era però più disponibile. Tale disguido rappresentò la sua fortuna: un giorno, aggirandosi in un quartiere elegante della capitale e fermandosi di fronte ad una vetrina di un negozio di mode, venne notata dalla proprietaria che iniziò a chiacchierare con lei. Colpita dall’entusiasmo della giovane, la assunse e presto Jeannette divenne la sua pupilla e la sua sarta migliore, tanto che a lei venne affidata la lavorazione dei merletti dell’abito nuziale di Maria Carolina di Borbone che, nel 1816, sposò il duca di Berry, nipote del re di Francia. Fu probabilmente in occasione del matrimonio principesco che Jeannette incontrò James Power, di tre anni più vecchio, d’origine irlandese e devoto cattolico. Il 4 marzo 1818, nella chiesa di S. Giovanni Evangelista a Messina, Jeannette sposò James, diventando Lady Power.

Nell’anglofila Messina del XIX secolo, i Power frequentavano la migliore società e l’attiva colonia inglese. In città James svolgeva i suoi affari: potrebbe essere stato quello che oggi noi definiremmo un “uomo d’affari”.

Dopo il matrimonio, Jeannette non dedicava più del tempo necessario agli obblighi del suo nuovo rango e all’attività del marito, preferendo dedicarsi alla ricerca naturalistica, in particolar modo quella dell’ambiente siciliano.

Instancabile, continuò a fare lunghe passeggiate, come era abituata da ragazza: «Ho percorso a piedi e in tutte le direzioni più volte tutta la Sicilia, provincia per provincia, per fare collezioni di storia naturale e di antichità» [Arnal, 1995, p. XXV]. Furono proprio gli esiti di queste ultime, che contribuirono all’origine delle sue collezioni rare e insolite destinate a trasformare la sua villa in un punto di ritrovo per studiosi italiani e stranieri. Purtroppo queste collezioni andarono perdute a seguito di un naufragio, presumibilmente all’epoca in cui i Power lasciarono Messina per trasferirsi a Parigi.

Dotata altresì di non comuni abilità manuali, sapeva disegnare e dipingere magnificamente (alcune sue tavole sono conservate al Muséum d’histoire naturelle di Parigi), oltre che praticare la tassidermia: la sua casa, ormai ritrovo dell’elite scientifica siciliana, era diventata un piccolo museo.

E’ alle ricerche oceanografiche che Jeannette deve però la sua fama. Abitando nella zona del porto di Messina (in una villetta messa a disposizione, pare, da Anastasio e Luigi Cocco, naturalisti ben noti nell’isola) dal 1832 iniziò ad analizzare tutte le creature marine che poteva rimediare, inaugurando la sperimentazione della vita nell’ambiente marino. «Mi sono resa conto- osservava la Power- che la mancanza d’esperienza era la causa della divergenza di opinioni» [Arnal, 1995, p. XXVIII] e approfittò quindi dell’importante fauna marina a sua disposizione: non solo a quel tempo si sapeva poco a proposito degli animali marini, ma nulla si conosceva del loro ambiente, della loro alimentazione, della loro prolificazione. L’oceanografia rimaneva così una “parente povera della scienza”, essendo lo spazio marino difficilmente praticabile per l’uomo.

Jeannette cominciò a elaborare i suoi primi esperimenti proprio in mare, costruendo delle gabbie, che vennero denominate “gabbioline Power” o “cages à la Power” dall’Accademia Gioenia di Catania nel 1835 e dalla Zoological society di Londra nel 1837, di modello differente a seconda che fossero destinate al gabinetto della naturalista o ai bassi fondali del porto. Fabbricate da artigiani locali erano in legno imputrescibile con ancore di ormeggio per le lunghe immersioni in mare, oppure in vetro, per dare la possibilità di osservare i piccoli ospiti che lì vivevano.

Fra le creature marine analizzate da Jeannette figurano, oltre all’Argonauta, la Stella di mare, la Piovra (di cui verificò la capacità di ricostruire le sue parti amputate), la Bulla lignaria per la sua alimentazione e digestione, la Pinna nobilis. Nel Catalogo dei crostacei italiani di F. G. Hope del 1851 uno dei crostacei enumerati è battezzato Carcinococcus poweriae: si tratta della Phronima sedentaria, familiarmente chiamata dai pescatori siciliani “Granchio con barilotto”.

Nel 1842 pubblicò in italiano la Guida per la Sicilia presso un editore di Napoli: la Power non era certo una viaggiatrice d’occasione, ma viveva in Sicilia e risiedeva a Messina da oltre vent’anni. La specialità scientifica della Guida era data dal fatto che Jeannette vi aveva inserito una vera e propria «rubrica di storia naturale», integrata in appendice da «alcuni cataloghi appartenenti alla Conchiologia , alla Tetologia, alla Ornitologia, alla Botanica, ecc.» [D’Angelo, 1995, p. VIII]

Fu membro corrispondente della Società zoologica di Londra e della Società delle scienze mediche e naturali di Bruxelles; membro fondatore, per citare alcuni nomi, della Società Cuvérienne di Parigi e della Società di lettere, scienze e arti di Marsiglia; infine, membro onorario dell’United Service Institution di Londra. Fu socia altresì di molte accademie siciliane, fra le quali, oltre l’ Accademia Gioenia di Catania, l’Accademia delle scienze di Palermo, di Marsala e di Aci Reale.

Jeannette indicò il 1843 come data della fine dei suoi studi e dei suoi esperimenti sulla fauna marina; nello stesso anno i Power lasciarono Messina per trasferirsi a Parigi, ove James continuò le sue attività: nel 1852, infatti, egli divenne il rappresentante per la Francia della «Compagnie du Télégraphe sous-marin entre la France et l’Angleterre». La coppia aveva il proprio domicilio parigino in rue de l’Université 58, sede della «Société des Télégraphes».

Jeannette morì a Juillac, il suo paese natale, il 25 gennaio 1871; James morirà un anno dopo a Parigi, l’8 gennaio 1872.