Buoni da mangiare, di Mirko Giacchetti, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

È il primo libro di Mirko Giacchetti, speaker radiofonico, conduttore televisivo, attore e redattore, che leggo e mi ha affascinato sin da subito per vari motivi.

In primis per lo stile narrativo assolutamente variegato e attraente perché pur essendo sintetico ha una splendida pregnanza grazie agli abbinamenti inusuali che crea tra verbi e aggettivi e non solo, sono sinestesie che colpiscono per il fascino e il profumo che regalano e che riescono, inoltre, a dare un ritmo velocissimo, martellante alla narrazione, supportato dalle tante citazioni musicali che l’autore dissemina qua e là.

Perfetto l’uso del flashback che aiuta a ripercorrere la vita di Davide, il protagonista, di sua moglie Lucia, della loro bimba Elena, e dei genitori di Davide. La storia si svolge in una zona di Milano che si chiama Mirabello, nella periferia di Milano, “una terra di nessuno in cui le anime si consumano troppo in fretta”.

Il finale è assolutamente imprevedibile ed è narrato in maniera ancora più splendida, se possibile, di tutti gli altri momenti della storia; complimenti di vero cuore per la descrizione del rapporto conflittuale tra Davide e suo padre al cui centro c’è la quotidiana, continua e dolorosa distruzione della sua autostima: grazie, Mirko!