Crimini di prima classe, di Elisabeth Gill, traduzione di Marina Grassini, edizioni Le Assassine, recensione di Daniela Domenici

Uno dei gialli più splendidi che mi sia capitato di leggere (e chi mi segue sa che sono davvero tanti), purtroppo l’autrice è morta giovanissima, sarebbe potuta diventare un’altra Agatha Christie; ci ha lasciato soltanto tre gialli che hanno come protagonista Benvenuto Brown, un artista che fa il detective, un personaggio deliziosamente divertente che si trova, in questo libro uscito nel 1933,  ad affrontare alcuni delitti che hanno luogo su un transatlantico in navigazione da Southampton a New York e a trovarne il bandolo.

I primi complimenti, ancora una volta, alla traduttrice Grassini che ha saputo rendere perfettamente lo stile arguto, essenziale, veloce e attraente di Elisabeth Gill; anche grazie a lei la storia è volata via in un soffio.

Superlativamente brava Gill a caratterizzare i/le tanti/e co-protagonisti/e, in particolare le due coppie a bordo, quella di Lord e Lady Stoke e quella dei Pendlebury, sembra di vederli/e con le loro piccole manie, con il loro modo di interloquire con il detective; spero che ne venga tratto un film.

PS la collana Vintage delle edizioni Le Assassine ha davvero una marcia in Più: ci regala opere che oltre a essere gialli scritti da donne sono anche panoramiche su alcuni luoghi del mondo in determinati periodi storici.