Questo non è normale, di Laura Boldrini, Chiarelettere editore, recensione di Daniela Domenici

Nove anni, quando era Presidente della Camera, le ho dedicato questa recensione al suo splendido “Le montagne non si incontrano mai”

https://danielaedintorni.com/2013/09/08/solo-le-montagne-non-si-incontrano-mai-di-laura-boldrini-rizzoli-2012-recensione-di-daniela-domenici/

oggi è tornata a “trovarmi” con il suo saggio ”Questo non è normale” di cui ha parlato con Giorgio Zanchini a “Quante storie” e del quale anche la sottoscritta, che lo ha apprezzato in modo superlativo, vuole dirvi qualcosa.

I primi complimenti vanno allo stile narrativo, che avevo già avuto modo di mettere in evidenza nella precedente recensione, al suo sterminato background culturale che si evidenzia nella scelta degli argomenti da trattare nonché nella suddivisione dei capitoli, che sono dieci e che hanno tutti come titolo un verbo che riguarda le donne, da dominare a svilire, da oscurare ad annientare e così via. Alla fine di ogni capitolo Boldrini inserisce una sorta di schema riassuntivo, un decalogo, che andrebbe stampato e appeso in ogni luogo pubblico cominciando dalle aule scolastiche.

Come prefazione l’autrice inserisce un capitolo con una lunga lista di celebri proverbi che sarebbero da mandare in soffitta perché sviliscono e degradano le donne ma che sono ancora, purtroppo, di uso comune.

E la ringrazio per averci fatto conoscere, nella postfazione, Salvatore Morelli “un repubblicano, un mazziniano, un visionario” ma soprattutto “un femminista ante litteram…il primo e finora autentico uomo femminista che l’Italia abbia partorito, deciso nei suoi propositi e coraggiosamente incurante del dileggio a cui andava incontro”. E a seguire una perfetta ricostruzione del ruolo delle donne durante la prima guerra mondiale, nel ventennio fascista e nella Resistenza.

E’ tempo di rilanciare i diritti riconosciuti nei codici e particare nella quotidianità la parità tra uomo e donna. Un percorso di consapevolezza che comincia a scuola e ci deve accompagnare nel nostro modo di vivere, di pensare, di parlare. Un cambio di prospettiva e di paradigma per aprire la strada a una società più giusta e sostenibile”: grazie!