Cuneo rosso sangue, di Irene Schiavetta, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

È la prima opera di Irene Schiavetta, musicista e scrittrice eclettica, che leggo ma colmerò presto questa lacuna perché ho letteralmente divorato questo suo giallo che si svolge soprattutto nel Conservatorio di Cuneo e ve ne voglio parlare.

I primi complimenti vanno alla trama immaginata, perfetta come un puzzle di cui però l’autrice ci dà i giusti input per trovare i pezzi man mano che leggiamo e la soluzione sarà chiara ben prima della fine, una scelta narrativa che ho molto apprezzato; è un romanzo intrigante, talvolta ironico, molto appassionante e coinvolgente. E complimenti di vero cuore per lo stile perfetto, ricco, colorato, con inserti di dialetto cuneese, dal ritmo incalzante che non ti permette di riemergere fino all’ultima pagina.

Straordinaria la caratterizzazione psicologica dei/lle tanti/e protagonisti/e, dalla pianista Ottolenghi alla direttrice del conservatorio Vandelli, dal giornalista Dalmasso alla collega McQueen e al bidello Pietro, ognuno/a di loro emerge con la sua unicità: bravissima!