Dalle finestre del borgo, di Alessandro Reali, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Esattamente un anno fa ho “incontrato” per la prima volta un’originale coppia di detectives, Sambuco e Dell’Oro,

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che sono tornati a “trovarmi”, insieme al loro creatore Alessandro Reali, in “Dalle finestre del borgo”, anche questo ambientato a Pavia.

Questa volta però Reali ha voluto raccogliere, durante il lockdown per la pandemia nell’aprile del 2020, dodici storie del passato dei suoi protagonisti, dal 1990, quando nasce la loro collaborazione, fino al 1996 “perchè ogni singolo essere umano è una storia diversa che varrebbe la pena di ricordare, almeno un attimo, intimamente…”

Sambuco e Dell’Oro sono due perfetti antieroi, hanno caratteri completamente antitetici ma riescono a portare a buon fine ogni caso in cui viene richiesta la loro competenza ma, soprattutto, umanità per gestire storie di “delinquenti comuni, maniaci sessuali, politici corrotti, traditori, poveri disperati, ribelli, stravaganti innamorati, prostitute, misteriosi affaristi e giovani yuppies”.

E ciliegina sulla torta ognuno dei dodici racconti inizia con un’immagine in bianco e nero rendendo questo libro un’edizione speciale illustrata.