the dead, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/03/21/the-dead-2/

Vorrei essere una voce di quelle solide, forti, che senza urlare e solo con buon senso e sentimento di amore universale, riescono a far rinsavire gli stolti e gli sprovveduti.
Vorrei essere una di quelle voci la cui forza è nel dissenso in grado di modificare immediatamente la realtà e restituire a ciascuno il diritto alla sua vita.
Mi ritrovo, invece, a essere una delle tante voci inascoltate che non hanno peso a fini di interesse e potere e che proprio per questo vengono silenziate o perse nel frastuono di chi urla la propria opinione senza viverla dall’interno fedelmente.
Continuo a mostrare il mio dissenso contro la guerra, ogni guerra, contro la violenza, ogni violenza, contro l’ignoranza dell’anima e della mente che è ben peggiore dell’ignoranza di chi non ha voluto o potuto studiare.
Eppure, mi appare evidente che c’è un limite al proprio dissenso, un limite non posto da me che lo vivo e lo agisco, ma da inquietanti “se” e “ma” che neanche compredo e che sono dettati dalla sete di potere o da equilibri economici.
È un limite che si nasconde tra gli interessi nazionali che non hanno mai a che vedere con le persone, ma solo con la politica e l’economia che sempre più spesso riguardano i “grandi” mentre i poveri piangono e muoiono.
È un limite disumano, extra-umano, che dell’uomo ha poca cura.
Chi ha perso la vita, la casa, gli affetti, il lavoro, viene sommerso e dimenticato o, a parole, diventa la scusa e la giustificazione per l’incessante e lacerante mossa del potere.
Chi restituirà il bene a coloro che ne sono stati privati?
Sono tutti lì, a dividersi la soddisfazione delle macerie mentre continuano a procurarne altre, per loro ciò che conta è la materia, non l’essere umano.
Basterebbe avere coscienza e gridare all’unisono “pace” per riuscire a fermarsi, ma, invece, dispoticamente, si pongono altri obiettivi, territori, paludi del proprio scontento come se queste fossero la misura della pace.
La pace, però, non ha misura né limiti né confini né lingua né credo né cultura né orientamento politico o sessuale.
La pace è, semplicemente è.
Il sorriso rubato, strappato dal volto di chi muore a causa della violenza dell’altro, non potrà mai diventare una vittoria sul volto dell’assassino.
Chi uccide è già morto, anche se non lo sa.