Angelica Balabanoff e Golda Meir, di Daniela Domenici

Da un mese l’Ucraina si trova sotto i riflettori mondiali per l’invasione russa che ha provocato una guerra assurda, dolorosa e di cui ancora non si vede la fine. Purtroppo questo conflitto ha provocato l’esodo di un numero altissimo di profughi e profughe.

A questo proposito vengono in mente due celebri “profughe” ucraine: Angelica Balabanoff e Golda Meir.

Angelica Balabanoff, nata nel 1878 a Cernihiv e morta a Roma nel 1965, e Golda Meir, nata a Kiev anel 1898 e morta Gerusalemme nel 1978, sono nate in Ucraina a distanza di dieci anni l’una dall’altra e sono vissute a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Entrambe di religione ebraica, sono state due leader politiche in modi e in campi diversi e hanno trovato la propria strada fuori dall’Ucraina, la prima in Italia, la seconda in Israele.

Angelica Balabanoff era di una famiglia benestante di origine ebraica, iniziò gli studi in patria ma li proseguì all’estero, in Svizzera, Belgio e Germania facendo conoscenza con le idee del radicalismo politico. A Bruxelles si laureò in lettere e filosofia ed ebbe i primi contatti con alcuni esponenti dell’ambiente socialista internazionale. Nel 1900 giunse a Roma dove divenne allieva di Antonio Labriola.

Ad Angelica Balabanoff hanno intitolato una scuola e una via a Roma

Golda Meir è stata una politica israeliana, quarto premier d’Israele (1969) e prima donna a guidare il governo del suo Paese, terza a ricoprire tale posizione a livello internazionale.  Diresse la politica israeliana in periodi particolarmente difficili, trovandosi ad affrontare varie crisi internazionali, come la crisi petrolifera successiva alla guerra del Kippur, i contrasti militari con Egitto e Siria e, soprattutto, il massacro di Monaco ai Giochi olimpici del 1972.

A Golda Meir hanno dedicato una statua, una banconota e un francobollo in Israele