Genova scelte di sangue, di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Esattamente due anni dopo aver “incontrato”, per la prima volta, Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso e il loro “A distanza ravvicinata”

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ho avuto il piacere di immergermi nel loro noir più recente “Genova scelte di sangue” che ho divorato in un soffio nonostante le trecento pagine e di cui voglio parlarvi.

Questo libro è stato presentato tre giorni fa alla Feltrinelli di Genova e Bruno Morchio, che non ha bisogno di presentazioni e che era uno dei due presentatori, è riuscito a riassumerne tutte le straordinarie caratteristiche che mi trovano pienamente concorde e anche di più.

I primi complimenti a De Bastiani e Cambiaso per aver immaginato che Pietro Farnè e Mistral Garlet, i protagonisti della loro prima storia, si ritrovino, dopo dieci anni, in situazioni e ruoli diversi, lui un tenente e lei un maresciallo, con vissuti e backgrounds, oscuri e ancora dolenti, da scoprire lentamente grazie a briciole disseminate, con maestria, lungo la narrazione.

Standing ovation per come hanno reso la Valpocevera con i suoi paesi, i suoi boschi, in una parola il suo paesaggio, una superba coprotagonista; Pietro vive a Sestri Ponente e Mistral a Manesseno ma c’è anche Pietralavezzara, Gavi e alcuni luoghi di Genova, dal cimitero di Staglieno alla via Balbi con l’università e all’ospedale San Martino.

E ancora complimenti meritatissimi per lo stile narrativo che, come ha sottolineato sempre Morchio nella sua prolusione, è ricco, denso, variegato, affascinante, avvolgente e fa trapelare quanto Cambiaso e De Bastiani siano voraci lettori/trici ancor prima che scrittori/rici.

Un ultimo complimento per aver scelto di narrare questa storia molto noir in cui trovano spazio satanismo, messe nere, rituali voodoo e molte morti, con capitoli, spesso brevi, che hanno come titolo soltanto il luogo e l’ora in cui si svolge l’azione e che danno un ritmo quasi ipnotico alla storia.

E perfetto è anche l’escamotage, già usato nel primo libro, di mettere in evidenza i pensieri dei/lle vari/e protagonisti/e con un diverso carattere di stampa: complimenti di vero cuore a De Bastiani e Cambiaso che ci hanno regalato questo sequel.