d’agosto, di Adele Libero

D’agosto sei pallido, o sole, biancastro,
nell’alba fumosa ti levi più tardi,
sul mare riflettono arance le vele,
più dolci carezzano i dardi del sole.

Non sembra ma già ci saluta l’estate,
e non si fa in tempo a guardarla negli occhi,
si spengono sere e le notti argentate
nell’onde che,calme, si sono spiaggiate.

Profuma la terra di pioggia e di vento,
stordisce quel suono di treno lontano,
ciascuno ritorna al suo luogo del cuore
e forse lo sa che poi ha perso un amore.

E’ il ciclo di un arco che domina il mondo,
non serve chi impavido pone domande,
il vuoto dell’anima, quieto, rimbomba
e torce i segreti nel seno, che affonda.