“Hello daddy” di Claudio Rossi Marcelli, recensione di Daniela Domenici

“Storia di due uomini, due culle e una famiglia felice”: questo il sottotitolo di questo libro che è raro, se non unico nel suo genere, sia per l’argomento trattato che per lo stile di scrittura dolcemente, splendidamente ironico.

“Hello daddy” è la storia vera dell’autore, Claudio Rossi Marcelli, un giornalista che un giorno decide che è arrivato il momento di diventare papà e insieme al suo compagno Manlio iniziano la trafila necessaria per far diventare realtà questo sogno a lungo accarezzato.

E lo diventano e non di un solo figlio ma bensì di due bellissime gemelle, Clelia e Maddalena, con cui Claudio e Manlio hanno costruito una bellissima famiglia felice che vive a Ginevra.

È la storia, narrata col cuore ma filtrata da infinita ironia, di un amore, quello di Claudio per il suo compagno Manlio, relazione che dura da tantissimi anni, quello per la propria città, Roma, che poi lasceranno per motivi di lavoro, e infine quello per Clelia e Maddalena, figlie tanto attese che cambieranno la vita di Claudio e Manlio trasformandoli in padri amorevoli e attenti innamoratissimi delle proprie figlie.

E’ un libro sulla paternità che fa riflettere su cosa sia la paternità genetica, di default, spesso casuale, e quella per scelta, sempre d’amore, e su come sia possibile creare una famiglia felice indipendentemente dai ruoli canonici di padre e madre, di come i figli crescano sani quando ricevono amore dal genitore o dai genitori a prescindere dal sesso di ognuno di loro.

Straordinaria la capacità di Claudio nel descrivere i vari “interpreti” della storia, che sono tutte persone vere, reali della sua vita: da Ruriko, la tata giapponese, alle mamme, la sua e quella di Manlio, agli amici di sempre.

Ma soprattutto commuove il prorompente amore di Claudio e Manlio per le loro figlie che ci lascia, alla fine del libro, con un sorriso e una lacrima sul cuore.